Il rientro di Schumacher, seppure sia stato un inaspettato flop, ha offerto e continua ad offrire interessantissimi spunti di riflessioni: comunque sia andando, è un caso tecnico-sportivo molto interessante ed anche un poco inconsueto e che secondo me vale la pena di seguire.

Le aspettative sul ritorno del tedesco erano altissime e sono state deluse; la domanda che oggi tutti si pongono è questa: che ne è dello straordinario campione del mondo che ha vinto più di ogni altro e che quando si è ritirato nel 2006 era ancora ai massimi livelli?

I giornalisti ed i cosiddetti esperti trovano facile spiegazione nell’età e nel troppo tempo passato, e solitamente aggiungono che ai tempi di Schumi era più facile perchè non c’erano i campioni di oggi.
Chi segue gli sport motoristici ed ha seguito la carriera di Schumi può intuire che in realtà la spiegazione è assai più complessa e bisogna addentrarsi nelle tecniche di guida e nelle caratteristiche delle monoposto di oggi per capire qualcosa e poter giudicare con cognizione lo Schumacher di quest’anno.

In questo pregiato forum se ne era già parlato ma oggi Ross Brawn in una intervista sul sito della FIA ha svelato interessanti aspetti (alcuni li conoscevamo altri meno) sul caso Schumacher:

“Se si guarda ai dati di telemetria nelle curve veloci o i suoi tempi di reazione quando perde il controllo della vettura, non vedo grosse differenze rispetto a prima che si ritirasse. Mi sembra sempre il vecchio Michael. Il punto debole del tedesco, dati alla mano, è nelle curve lente dove non riesce a sfruttare le gomme come Rosberg. Ma va bene così – prosegue Brawn – Per andare forte Michael ha bisogno di una gomme forte sull’anteriore, capace di supportare le sue staccatone ed il suo modo di guidare, ma purtroppo quelle di quest’anno non sono così. Semplicemente, Nico ha saputo adattarsi meglio di lui a queste coperture.
Devo dire che la gomma anteriore di quest’anno è molto diversa. Questo deriva dal fatto che la Fia ha voluto promuovere il Kers e aveva chiesto di sviluppare i pneumatici Bridgestone che si sono adattati ad una certa distribuzione del peso creando così una caratteristica specifica di pneumatici.
Brawn conclude dicendosi convinto che la nuova Mercedes con le nuove gomme Pirelli riporterà Schumacher agli antichi splendori.

In realtà qualche dubbio rimane ancora. Comunque a quanto si può capire da questa intervista, il prossimo anno – contrariamente all voci che circolano oggi – Schumacher ci sarà e dovrà dimostrare a tutti se quel che dice Brawn è effettivamente vero.

(Contributo di Steventuri)