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Da qualche gara a questa parte è tornata alla ribalta la “Questione gomme”, che a quanto pare sono causa di cadute spaventose (e dolorose). Al momento, a mio parere, la Bridgestone ha il grande merito di aver riportato in auge la caduta per High side che non si vedeva dalle vecchie e scorbutiche 500 2T. In tempi meno sospetti ne avevamo parlato con QUESTO ARTICOLO, dove già cercavamo di capire come mai in un campionato mondiale che si rispetti si risparmi su un componente così fondamentale come le gomme.

Prima di cominciare con le critiche un po di storia: Manziana (che ringrazio) ha riassunto la storia nelle corse della Bridgestone:

1980 – Bridgestone entra per la prima volta nel mondo delle corse motociclistiche come fornitore di pneumatici per le classi 250 cc e 500 cc di tutti i campionati giapponesi.

1991 – Bridgestone entra nella classe 125 cc, dove rimarrà fino al 2003 – raccogliendo 30 vittorie e 85 podi.

2000 – Keisuke Suzuki, allora  Board member e attuale Advisor, rimane impressionato dai 150.000 fans  presenti al Gran Premio di Spagna . Decide così di ampliare la partecipazione della Bridgestone nel mondo del motociclismo, allargando l’ attività di fornitura di pneumatici dalla classe 125 cc alla 500 cc ( ora conosciuta come Moto GP).

2001 – A Jerez ( Spagna) si effettua il test che sancisce l’ entrata della Bridgestone  nella classe 500 cc

2002 – Bridgestone fa il suo debutto ufficiale nella rinomata Moto GP come fornitore di gomme del Proton Team KR.  Jeremy Mc Williams ottiene la pole nella GP d’ Australia.

2003 – Alla Proton Team KR si unisce la Pramac Honda, che diventa così la seconda scuderia che corre con gomme Bridgestone. Dopo appena due stagioni, il pilota giapponese Makoto Tamada regala alla Bridgestone  il primo podio della sua storia (terzo posto al GP del Brasile).

2004 – Bridgestone fornisce tre scuderie e sei piloti: Camel Honda, Kawasaki Racing e il Team Suzuki Moto GP.  La prima storica vittoria  targata Bridgestone arriva con il pilota Makoto Tamada nel GP del Brasile, il quale si ripete nel GP del Giappone, chiudendo poi la stagione alla sesta posizione.

2005 – La Ducati si aggiunge alla Kawasaki e la Suzuki correndo con le gomme Bridgestone. Proprio la Ducati di Loris Capirossi ottiene due successi consecutivi nei GP di Giappone e Malesia. Una stagione che, con tre pole-positions e otto podi, consacra la Bridgestone nel mondo nella classe regina.

2006 Capirossi firma tre vittorie nei GP di Jerez, Repubblica Ceca e Giappone, ottenendo il primo storico successo della Bridgestone in Europa.

2007 – grazie alle gomme sviluppate in esclusiva per la Ducati  si passa alle 800 e con  Stoner  riesce a  vincere il campionatodel mondo  di Motogp

Loro mi hanno convinto a comprare Bridgestone....

La casa giapponese è riuscita in un arco relativamente breve a scalzare la Michelin che da anni ormai dominava in lungo e in largo nel mondo delle competizioni motociclistiche. All’arrivo del monogomma la casa francese ha detto di non voler partecipare come fornitore unico; in polemica con la Dorna annunciarono il ritiro dicendo che il monogomma andava contro lo spirito delle corse fatto di tecnologia e ricerca.

Proprio la ricerca e lo sviluppo ora sono nell’occhio del ciclone perchè la Bridgestone pare aver rallentato in tutto, sfornando gomme che vengono prodotte addirittura ad inizio anno (!!!) in un certo numero per tipo di mescola, che durano 40 giri o anche di più con costanza di rendimento. In pratica non hanno fatto altro che prendere delle gomme già molto rigide di carcassa (caratteristica peculiare di tutti i prodotti della casa) e spalmargli sopra una mescola che resiste alle sollecitazioni delle Motogp.

La cosa che ormai tutti contestano è proprio la caratteristica della gomma di durare molti giri: finalmente tutti sono concordi nel dire che una gomma non deve durare 50 giri (ne bastano 25) e che deve comportarsi da “gomma”, quindi degradarsi durante il normale utilizzo.

Il monogomma è stato voluto per ridurre i costi dei team, le gomme vengono date gratuitamente ai partecipanti al mondiale, ma i costi si sono ridotti? NO!

Gli unici costi che si sono ridotti sono proprio quelli della Bridgestone che non fa altro che riempire la loro produzione in alcuni periodi dell’anno con le gomme per la motogp e spende pochissimo in ricerca e sviluppo. Ma i team ci hanno guadagnato? Assolutamente no, infatti le case hanno visto lievitare i costi di sviluppo delle loro moto proprio a causa delle gomme.

La gomma è una variabile importante in una motocicletta, e unificare o ridurre di molto questa variabile significa stravolgere i progetti di base delle moto. Prendiamo ad esempio la Suzuki: è la moto che da sempre patisce il monogomma perchè la GSV-R è una moto che ha sempre trattato bene le gomme, solo che con queste mescole praticamente non le scalda.

Con l’arrivo di Rossi alla Ducati si è capito perchè fosse solo una Rossa ad andare forte: perchè Stoner guida portando forti trasferimenti di carico che fanno muovere la gomma quanto basta a farla scaldare, mentre altri piloti come Rossi, Capirossi, DePuniet guidando in maniera diversa con moto più stabile le gomme non le portano in temperatura.

Queste gomme sono performanti per più giri, è vero, ma sono pericolosissime perchè sono imprevedibili e stanno facendo dei danni pazzeschi! Dovete pensare che la Honda ha dichiarato che le tre cadute del week end  di Assen di Aoyama, Stoner e Dovizioso sono costate 350.000,00 €!!!+

Inoltre non è pensabile che un gommista per il Mondiale GP preveda solamente due mescole da asciutto e una sola da bagnato senza alcuna gomma intermedia! E’ una cosa pazzesca che nemmeno se montassi le Marangoni ricoperte succederebbe. Ma stiamo scherzando?

L’esempio lampante è la Pirelli e il Mondiale SBK: la casa italiana sforna continue evoluzioni e cerca di andare incontro alle varie case. Poi per carità, anche li ci saranno dei problemi (vedi la famosa gomma che non si vuole più fare per l’Aprilia perchè “troppo adatta” alla moto) ma le gomme sono sicure e soprattutto si comportano da gomme!! Insomma, una gomma deve rendere il massimo nei primi 10 giri per poi degradarsi gradualmente lasciando al pilota la possibilità di gestirle!

Non siamo mica al trofeo della Domenica dove si prova a risparmiare in tutto e con un treno di gomme devo farci prove libere-qualifiche-gara e magari anche qualche test perchè non ho i soldi per comprare gomme nuove (a me è successo….due gare di fila con un treno di gomme solo, comprese prove del venerdì….secondo e primo, per la cronaca!)!!! Chissenefrega se una Bridgestone da motogp fa 50 giri tutti al massimo, ma se rallenti per un km e poi riparti ti ritrovi con le ossa rotte!

Insomma, le gomme devono tornare a fare le gomme, e non mettere in crisi costruttori che investono milioni di euro e si ritrovano in fondo allo schieramento perchè non hanno sviluppato la moto secondo la gomma!

In una gara è possibile avere a disposizione solamente due mescole da asciutto e una da bagnato; e se il meteo cambia di colpo? Cosa si fa? Siamo seri, un gommista dovrebbe portare minimo 3 mescole da asciutto, più le rain e un tipo di intermedia. Non si può sperare nel meteo, chi chiamano, Giuliacci per farsi dire che gomme portano?

Qualcuno può obiettare che le gomme vengono date gratuitamente ai team, ed è una buona cosa. Ma se le gomme mi causano decine di migliaia di euro di danni materiali senza contare quelli fisici, non sarebbe il caso di fare come nel mondiale SBK dove tutti i team pagano 50000 euro a pilota e hanno la fornitura garantita?

(immaginatemi mentre parlo ad una gomma posteriore….) Cara Bridgestone, correre è sempre costato caro. Se non vuoi spendere soldi, stai a casa, perchè da che mondo è mondo correre=spendere e investire. Torna a fare la gomma normale, che lavora in range di temperatura più ampio e non in pochi gradi di range utile.

E tu caro Ezpeleta, se non vuoi perdere altri concorrenti (come la Suzuki) ti conviene rendere appetibile e accessibile un componente tecnico importante coma la gomma, altrimenti nuove moto non vengono….se ne vanno!

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25 COMMENTS

  1. @Smerigio un’ analisi perfetta, ma non solo, anche propositiva.

    Ma che togliessero subito la regola balorda di contingentare il numero di gomme per pilota per gara e ne dessero di piu;’ in dotazione con caratteristiche diverse poi ognuno si adatta la gomma che piu’ gli si addice.

    Se poi gara per gara ne avanzano, tanto meglio, le usero’ nella prossima gara, avendo cosi’ a disposizione, mano a mano si sviluppa il campionato, piu’ scelte.

  2. Bravo, bell’analisi!
    E al di là del discorso sicurezza c’è proprio il lato tecnico, qui si dovrebbe essere al top, sono fermamente convinto che con le Pirelli che usano in SBK le GP andrebbero meglio!
    Certo non mi piaceva nemmeno la disponibilità di Michelin nello “sfornare” gomme su misura e solo per pochi……

  3. Hai centrato il punto!
    Purtroppo in Bridgestone, visti anche problemi economici globali, non vogliono spendere ed investire nella ricerca. Quindi gomme preparate durante i vuoto di produzione e poche mescole!

    Questo è il rischio del monogomma e la soluzione non è semplice!
    Come dici tu, i pneumatici sono una componente talmente importante, che può farti vincere o perdere delle gare.

    Con il fornitore unico sei sicuro di avere la stessa gomma degli altri (forse) ma, devi adattare lo sviluppo della tua moto a questo componente.
    Se accetti altri fornitori puoi fare lo sviluppo che vuoi ma, se i pneumatici della concorrenza sono migliori, rischi di arrivare dietro!

    A me non piace il fornitore unico nei prototipi, lo vedo come il fornitore unico dei motori. Una cosa che non è nella filosofia della categoria, però riconosco, per quanto ho detto prim, che può essere una soluzione per fissare una variabile troppo importante.

    A questo punto la soluzione dovrebbe essere messa tutta in mano all’associazione dei team (IRTA) e alla federazione (FIM), che secondo me sono organi più indipendenti dell’organizzatore del campionato (Dorna).

    In caso di prestazioni non soddisfacenti dei pneumatici i due organi dettano i correttivi da attuarsi in un determinato periodo di tempo e durante l’inverno i rappresentanti si riuniscono con il reparto di ricerca e sviluppo del fornitore per chiedere caratteristiche minime di base.

  4. @Smeriglio
    che parli pure alle gomme??? Che fenomeno!! 🙂 🙂 🙂
    A parte gli scherzi, io posso dire di essere davvero stufa di assistere al toto-cadute…
    Di questo passo se la rideranno i bookmakers…se già non lo stanno facendo 🙁

  5. aseb,ronbotti, florenzano (honda) ha dichiarato, su griglia di partenza che la michelin con le gomme faceva delle skifezze!! cioé favoriva alcuni piloti x rapporto a altri, io non ho mai dato peso quando alcuni dicevano che la michelin dava dei gommini a rossi, ma allora cio era vero??????

  6. Ciao Terrasanta!!
    Lo sai che anche io non ho mai creduto molto alla storiella dei gommini?
    Pensavo di essere l’unica ultima romantica rimasta a non credere a queste cose….
    Invece vedo che non sono la sola..

    Ciao e Buonanotte Terrasanta…..

  7. Terrasanta, entriamo in un “campo minato” ma, io ricordo bene alcune gare in cui Rossi partiva dalla terza fila e dopo un paio di giri di “riscaldamento” cominciava la grande rimonta che finiva con vittoria e giro veloce, mentre gli altri da metà gara in poi dovevano fare i conti con gomme finite!

    Questi episodi sono sempre stati addebitati alla grande capacità di Vale nello sfruttare le gomme finite!
    C’è da crederci? Boh…..

  8. motorbrain, terreno minato xké questa storia non viene raccontata da un tifoso lamda ma dal responsabile honda in italia, e anche se non ha rivelato nomi, non credo che le skifezze della michelin riguardano biaggi, gibe,capirossi, o melandri, loro non vincevano quasi mai, qundi cosa pensare, guarda che a pensar male qualche volta ci si azzecca, o a lungo andare molti indizi(melandri?)
    fanno una prova

  9. @Terrasanta, invece di ascoltare i soliti gossipari, basta aver seguito quello che ha sempre detto il direttore tecnico della Michelin (Webber) sulle gomme speciali ai top riders.

    La definizione di “gommino” la dette Max Biaggi indicando in questo un vantaggio che aveva Rossi, senza considerare che anche lui era ocnsiderato un top rider e la Michelin gli dava gomme di prima scelta e pure a specifiche come chiesto dal suo team.

    Webber spazientito dalle lamtele di Max gli passo in una gara la gomma speciale fatta di notte esattamente uguale a quella che avevano preparato pe ril team Yamaha, ma a fine gara Max disse che non voleva piu’ quella gomma per lui era “na schifezza”.

    Per farla breve tutto l’annoso discorso delle gomme speciali e quelle del sabato notte fini’ con l’accordo fra Bridgestone e Michelin di contingentare le foniture e vietare di consegnare le gomme dopo l’inizio delle prove.

    Si arrivo’ a questo accordo perche’ la Michelin aveva paventato il famosissimo camion ( pero’ mai visto) che avrebbe prodotto le gomme in loco notte tempo … al che ci fu una alzata di scudi della Bridgestone che non era in condizione di farlo.

    Webber poi confermo’ che la gomma del sabato notte fu fornita solo ad alcuni top riders e solo in alcuni circuiti europei per un problema logistico e non in qualsiasi circuito del MotoGP in giro per il mondo come si suole dire.

    Per esempio a Valencia 2006, Valentino la domenica mattina’ ricevette una gomma speciale che alla resa dei conti si rivelo’ un disastro gia’ dal WP, non entrando in temperatura e si gioco’ il mondiale.

  10. tempo fa abbiamo affrontato il problema “gommini” e abbiamo dato molte delucidazioni al riguardo, e non si fa gossip o dietrologia, ma si dicono le cose come effettivamente erano.
    LA Michelin aveva chiaramente una lista di top rider, tra i quali Rossi, Gibernau, Biaggi e una delle moto hrc.
    ducati passò a bridgestone proprio per distinguersi e uscire da questo circolo vizioso che li vedeva un pochino in disparte.
    Le gomme venivano fatte la notte prima per meglio adattarsi alle condizioni il più vicine alla previsione, che però non potevano essere fornite a tutti per problemi produttivi.
    Quindi, come sempre nel mondo delle corse, il miglior materiale ai migliori piloti…

    Dice bene Aseb che a Valencia una gomma non fatta bene fece svanire il mondiale di Rossi.

    Il bello del monogomma sarebbe effettivamente che tutti hanno la stessa gomma, che tra l’altro la Bridgestone distribuisce per codici a barre sorteggiandole togliendo ogni dubbio.
    Solo che dovrebbe fare gomme più sfruttabili invece che ste cose di marmo….

  11. niente ironia per cortesia. io ho riferito le parole di florenzano di ieri sera mica l’ho inventata io, d’altronde non me ne frega niente, é roba passata,quindi??????

  12. Il “caso” Rossi, e mi riferisco, come ricordava aseb, a valencia 2008, è abbastanza lampante ed in parte probatorio, di come ci fosse, un “sistema gomme” gestito dall’alto.

    Nel 2008 il mondiale lo doveva vincere la Honda. A rossi venne data una gomma che non lo avrebbe portato a fare risultato, addirittura cadde.

    verrebbe da dire: “chi di spada ferisce, di spada perisce”

    Non è affatto gossip sostenere che Rossi sia stato avvantaggiato dal sistema e visto come sono andati i fatti, non è affatto assurdo pensare che le gomme speciali che la Michelin dava agli altri top riders, forse non erano cosi speciali!

    A proposito di monogomma, faccio notare, e smeriglio sicuramente lo sa, che nel mondiale Superbike e Supersport la pirelli fornisce i vari team, compresi i privati.

    Però avviene questo:
    ogni team ha a disposizione una serie di gomme che durante il week end di gara vengono tenute nelle termocoperte, capita però, che alcune di queste non vengano utilizzate.
    Queste gomme ancora nuove, che i team riportano e che hanno subito vari passaggi termici per tre giorni(quindi non sono più al top) vengono tenute per ridistribuirle solo ai team privati, la o le gare successive, dipende!

    I top team, invece hanno sempre gomme fresche.
    Fra una gomma top ed una “clienti”, nella peggiore delle ipotesi, ci possono essere dai 4 ai 6 decimi di differenza. Alla faccia delle gomme uguali per tutti.
    Attenzione queste non sono chiacchere ma, esperienze dirette del 2007 e 2008….

  13. ASEB tu sai che rispetto e ammiro le tue conoscenze sia tecniche che in fatto di statistiche, ma posso dire ANCHE che webber quando rossi passo alla bridgestone in una intervista disse pure che non si apettava tanta ingratitudine da parte di rossi e che mai max avrebbe agito in quella maniera,quindi voleva dire cosa??????

    per i gommini non ho mai speculato sopra.

  14. aseb scusa ma non fu webber nell’intervista a la gazzetta ma il grande capo dupasquier che defini rossi un ingrato.mi son sbagliato.

  15. aseb allora la ti sbagli, dupasquier fine 2005 a 68 anni si prese una meritata pensione anche xke il 2005 fu un anno fasto x la michelin, vinse tutto cio che c’era da vincere e rimase come consultante quindi non fu licenziato.

  16. @Terrasanta non ho mica scritto che lo hanno licenziato, ho solo chiesto “se” lo avevano licenziato sopratutto dopo la debacle con la Bridgestone ed aggiungo la F1.

  17. non ci fu alcuna debacle ni in moto ne in f1, michelin abbandonô le moto e la f1, xké non volle lottare x l’asta indotta dalla fia e dorna per la monogomma stimando a ragione che nel periodo monogomma la pubblicità ricavata correndo da sola é molto meno che quella che si ricava gareggiando contro un’altro fornitore di gomme e anche x per ragioni di economia ,la stessa riflessione l’ha fatto la bridgestone quest’anno in f1 lasciando alla pirelli le forniture uniche

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