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Felipe Massa contrario alla decisione dei giudici.

Come tutti gli appassionati sanno ormai la gara del ferrarista si è conclusa anzitempo contro lo stesso cordolo che Massa prese il sabato nelle qualifiche e che gli impedì di fare il suo giro buono. Ma a tenere banco è la polemica sulla decisione di penalizzarlo a causa del contatto con Hamilton. Se vogliamo essere fiscali la colpa dell’incidente è da attribuire ad Hamilton ma si ha la senzasione che i giudici abbiano applicato semplicemente lo stesso metro di giudizio che applicarono con l’inglese nell’occasione del contatto con Massa a Suzuka dove fu penalizzato il pilota davanti senza considerare che in India le circostanze erano molto diverse.

Ecco come la pensa Massa

C’è poco da dire al termine di un weekend come questo. Non riuscire a finire una gara in cui avevo dimostrato di avere il passo per lottare per il podio mi dispiace molto. Per quanto riguarda la collisione con Hamilton, posso soltanto dire che non condivido la decisione degli Steward che hanno voluto punirmi . Io  ho semplicemente seguito la traiettoria ideale, frenando al limite e rimanendo sulla parte gommata della pista: lui è rimasto all’interno, sulla parte sporca, e mi ha toccato sulla ruota posteriore sinistra. Che altro potevo fare? E’ l’ennesima volta che Hamilton mi viene addosso quest’anno, sembra che ci sia un’attrazione fatale…. A suo tempo, ho cercato di parlargli ma lui non si è dimostrato interessato a farlo. Ora meglio voltare subito pagina e pensare agli ultimi due Gran Premi dell’anno“.

Fernando Alonso non crede all’importanza del secondo posto.

Fernando Alonso afferma di volersi impegnare nella conquista del secondo posto in campionato da molte gare ormai, ma a 13 punti di distanza e due gare ancora da correre, lo spagnolo fa marcia indietro asserendo che il secondo posto alla fine non è poi così importante a fronte di un titolo già assegnato.

Finire nella piazza d’onore è meglio che giungere al quinto posto, ma non è una grande priorità. Non ricorderò la stagione 2011 per un risultato del genere. Forse avrò memoria della vittoria a Silverstone e di qualche bella gara, ma se non vinci il titolo le altre posizioni in classifica conduttori sono poco rilevantiAbbiamo la volontà di disputare al meglio le ultime due corse, dove cercheremo di finire sul podio. Sarebbe bello brindare con lo champagne dal gradino più alto“.

A voler essere maliziosi potremmo pensare che sa tanto di  sentire la storiella tipo della volpe e l’uva!

Ecclestone ora vuole la terza macchina in pista.

Un po di tempo fa il presidente Montezemolo aveva paventato l’ipotesi di una terza macchina in pista per ogni scuderia di top level. La cosa però fu osteggiata dalle scuderie ma soprattutto da Bernie Ecclestone. Ora sembra che il patron della FOTA abbia aperto a tale ipotesi. I maliziosi pensano che sia una manovra di Bernie per rendere più malleabile al Ferrari in vista della firma del nuovo patto della concordia. In effetti però con la terza macchina si potrebbe vendere la propria tecnologia ai team più piccoli che ne troverebbero giovamento come si faceva prima del 1978 quando la Arrows sollevò il principio della proprietà intellettuale dei progetti.

Infatti i piccoli costruttori piuttosto che spendere milioni di euro nello sviluppo di piccole parti che magari non funzionano come si deve, potrebbero comprare parti o interi telai di vetture più competitive e svilupparle con i propri tecnici. Staremo a vedere gli sviluppi.

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