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Per definizione un campionato del mondo ammette solo un vincitore e quello del 2011 è stato indiscutibilmente Sebastian Vettel, ma senza togliere meriti al giovane bicampione del mondo crediamo che Jenson Button abbia fatto la sua migliore stagione consacrando la vittoria del campionato 2009. In quell’occasione si disse che Button vinse il titolo più che le proprie abilità personali come pilota ma delle furbizie tecniche adottare da Ross Brawn per la sua macchina.

Il britannico in questa stagione ha dimostrato una maturità tattica erede della esperienza fatta con Ross Brawn, ma anche di essere duttile, difendendo e talvota attaccando a denti stretti la posizione quando necessario. Ha saputo leggere le coperture Pirelli dando indicazioni alla squadra molto chiare sul tipo di setup da adottare, molte volte diverso radicalmente dal compagno di squadra. Lo stesso Lewis Hamilton ha dovuto ammettere che Jenson Button gli è stato superiore con un distacco in termini di punteggio di 43 punti è innegabile, ammettendo un disagio perfino maggiore di quando in squadra c’era un cliente molto difficile come Fernando Alonso.

Se proprio vogliamo cedere alla tentazione di voler paragonare Button ad uno dei piloti del passato,allora il primo pilota che ci viene in mente è il suo connazionale Stirling Moss. quest’ultimo indiscusso talento della Formula 1 ha avuto come unico impedimento alla conquista del titolo mondiale un fenomeno come Juan Manuel Fangio. Ecco,  anche Jenson Button si trovato nella medesima situazione avendo però come fenomeno Sebastian Vettel senza il quale ora sarebbe lui il bicampione del mondo. Abbiamo voluto riportare di le dichiarazioni circa il pilota Britannico di Jean Alesi in quanto ex pilota e amatissimo dal pubblico Ferrarista e commentatore per la Rai

Oltre che a Vettel, autore di una sequenza straordinaria, il massimo riconoscimento dovrebbe andare a Jenson. Non mi hanno sorpreso le sue punte prestazionali, perché è stato campione del mondo, ma il modo in cui è riuscito a tenersi al vertice per tutto il tempo, anche quando era alle prese con set-up e situazioni non proprio ottimali. La sua costanza è stata eccezionale. Ha pure fatto dei grandi sorpassi, dimostrando di sapersi adattare alle situazioni: aggressivo o pulito in base alle circostanze. La performance di Jenson diventa ancora più luminosa se si valuta il contesto in cui è maturata. In questo caso lui era, essenzialmente, il ragazzo nuovo, in un team dove ad altri andavano i favori del pronostico. Credo che il 2011 sia stato per lui ancora più impressionante di quando ha vinto il titolo con la Brawn nel 2009, perché non ha avuto la macchina migliore e ha dovuto fare i conti con un compagno di squadra come Hamilton“.

 

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