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Probabilmente il progetto è arrivato davvero alla sua fine. Dopo mesi di incontri, discussioni e continui rinvii, la FOTA pareva aver perso sia tutto il suo potere che l’armonia tra i suoi membri. Molti sospetti confermati da una indagine esterna, promesse non mantenute che, in un solo colpo, hanno frantumato tutto il lavoro svolto in questi tre anni. L’atto finale è stato il Resource Restriction Agreement. Un accordo già esistente anche prima, ma solo in forma cartacea. La FIA infatti non aveva imposto nessun limite alle risorse dei team partecipanti al campionato, bensì erano stati loro stessi a porsi questo paletto, promettendo onestà e chiarezza. Purtroppo però pare che nel 2010 la Red Bull abbia abbondantemente speso molto di più di quanto previsto, seguita poco dopo dalla Mclaren con un numero di personale in fabbrica più del doppio consentito. La riprova che senza un organo esterno a controllare il tutto, le strette di mano rimangono solo un mero gesto.

Ecco perché Ferrari e Red Bull hanno deciso di lasciare l’organizzazione. Per il cavallino la decisione è stata difficile e meditata a lungo, visto che il presidente Luca Cordero di Montezemolo è stato proprio il fondatore di questa particolare associazione. Purtroppo però questi ultimi mesi hanno evidenziato molti problemi e controsensi interni, rendendo necessario una: “…nuova accelerazione perché la spinta propulsiva della FOTA si è ormai esaurita, nonostante il lavoro svolto dall’attuale Presidente, Martin Whitmarsh, sia stato eccellente, sempre rivolto a trovare un punto di accordo fra le diverse posizioni in modo da raggiungere il bene comune” cita un comunicato di Maranello assicurando che: “La Ferrari continuerà a lavorare insieme alle altre squadre per rendere più efficace ed efficiente l’attuale accordo sul controllo dei costi, per modificarlo e renderlo più stringente su determinati aspetti come l’aerodinamica, per riequilibrarlo su altri, come i test, e per allargarlo anche ad aree che non sono attualmente coperte, come il motore”

Poco più tardi, sempre tramite comunicato, anche i campione in carica hanno deciso di abbandonare la FOTA, evitando però di approfondire le proprie ragioni : “La Red Bull Racing conferma di aver notificato la sua intenzione di ritirarsi dalle attività della FOTA. La squadra comunque rimarrà attiva nella ricerca di una soluzione per abbassare i costi in Formula 1” Non è un mistero comunque che la squadra austriaca si sia sempre opposta al RRA, soprattutto per quanto riguarda le restrizioni in termini aerodinamici, punto su quale la Ferrari pressa da ormai diverso tempo. L’una vorrebbe avere più liberta, l’altra chiede maggiori restrizioni per ridare valore a componenti prettamente meccanici. Due visioni troppo differenti per poter raggiungere il compromesso, in una cornice di veleni e sospetti. Bernie Ecclestone sapeva meglio di tutti che l’immensa rivalità tra le squadre avrebbe, prima o poi, inferto il colpo mortale. Quel giorno è arrivato.

 

Riccardo Cangini

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