Fino a pochi anni fa se una scuderia come la Ferrari voleva testare le capacità di qualche giovane promettente pilota lo invitava per una sessione di prove a Fiorano. Purtroppo gli scellerati regolamenti attuali non lo consentono essendo i test privati vietati, allora si ricorre alla tecnologia facendo provare il pilota sul simulatore. E quello che sta facendo Davide Rigon giovane promessa dell’automobilismo italiano in questi giorni. Ricordiamo che Rigon è reduce da un bruttissimo incidente occorso nella gara di GP2 a Istambul che lo ha costretto ad una lunga riabilitazione.

Ecco come racconta la sua esperienza con la Rossa simulata.  “La ripresa è stata lunga e difficile perché le fratture scomposte avevano reso difficile la calcificazione ossea:, non è ancora un processo completato ci vuole ancora tempo, ma adesso sono nella condizione di rendere al massimo nel lavoro al simulatore della Ferrari. Farò delle lastre di controllo fra un paio di mesi: del resto non posso sottopormi a radiografie in continuazione. A fine sessione sento ancora un po’ di dolore, ma ora riesco a spingere sul pedale del freno come è necessario: arrivo senza problemi a 150 bar, vale a dire circa 95 kg di forza, ma prima dell’incidente avevo dei picchi che arrivavano fino a 180/190 bar!”.