E’ sempre dura doverlo ammettere, ma ormai è una realtà tristemente conosciuta ed assorbita. Fortunatamente anche lo stesso marchio della casa ha subito una mutazione, quasi a voler indicare la definitiva rottura con tutti i ponti e ricordi del passato. La Lancia moderna non è che un lontano, lontanissimo parente di quella Lancia in grado di dominare le scene nei rally e non solo attraverso modelli coraggiosi, pieni di fascino ed in grado di far impazzire qualsiasi tipo di pubblico, dal più elegante all’incallito corsaiolo. Non è un caso che, ancora oggi, modelli come la Fulvia, Stratos, Montecarlo, Delta Integrale siano applauditi e venerati. Sia per il loro fascino vincente visto l’incredibile dominio negli anni d’oro del rally, sia perché attraverso innovativi concetti e forme hanno segnato l’intera storia dell’automobilismo. Ma questa, appunto, è una Lancia che non esiste più. Dal 2007 mamma FIAT ha deciso di cambiate completamente il suo destino, intensificando lo sforzo verso una fetta di mercato più alta e legandola con doppio nodo alle parole “stile” ed “eleganza”. Meglio se tradotte in inglese.

Ypsilon

Piccola e modaiolo.

La principale protagonista per questo Motorshow 2011 è stata la Ypsilon. Recentemente vittima di una rivisitazione ancora più attenta, alla spasmodica ricerca di linee il più continue ed affilate, la casa torinese presente l’ennesimo allestimento, puntando dritta ai giovani. Si chiama Black&Red, ovvero quattro tinte per la carrozzeria (Rosso Argilla, Nero Vulcano, il tri-strato Rosso Fiamma e il bicolore Rosso Argilla con tetto Nero Vulcano)  ed un solo per gli interni (contrasto rosso-nero), tutto per risaltare il più possibile personalità e ricercatezza. L’idea può anche essere accettata, ma il modello alla fine è lo stesso che ha ricevuto fredde critiche sia per quanto riguarda tecnica che praticità. Raffinata City-Car mai in grado di appagare completamente. La FIAT comunque affianca ai particolari abbinamenti per il look un motore 1.2 Fire EVO II da 69 CV ed un turbodiesel 1.3 Multijet II da 95 CV. Non male, ma visto il target giovanile l’offerta della 500 (soprattutto con propulsore rivisto dalla Abarth) appare molto più allettante. Non mancano poi piccoli accorgimenti come l’impianto 360° Hi Fi Music, i cerchi in lega da 15″ e i vetri Privacy, ma siamo ben lontani dal verbo “conquistare”.

Thema

Tutto made in Italy? Ne dubito....

Se per la piccola Ypsilon parliamo sempre di una sforzo tutto italiano, affrontando l’argomento Thema ci si ritrova davanti ad un modello già famoso e conosciuto, rivisitato però in chiave U.S.A. L’accordo tra FIAT e Chrysler vede proprio nella Lancia la sua vera valvola di sfogo, ma invece che portare il design e stile italiano, lo stesso più volte menzionato e citato dagli stessi direttori dell’azienda, si è preferito assorbire il più possibile le influenze americane, dando vita ad una nuovo aspetto della Thema tristemente lontano dai storici di quel simbolo presente sul cruscotto. Non si poteva riportare lo stesso disegno e forme delle precedenti Thema, ma sin dal primo sguardo appare chiaro l’invadenza a tratti fastidiosa delle forme possenti U.S.A. Parliamo sempre di una macchina ottima, sia per quanto riguarda la sicurezza, il comfort e sistemi elettronici adibiti a rendere il compito della guida il meno duro e complicato possibile, inoltre le motorizzazioni rimangono sempre sotto l’ottimo progetto Multijet, tra un benzina 3.6L V6 Pentastar da 286 CV con cambio automatico a 8 rapporti e-shift e il nuovo Multijet II 3.0L V6 da 190 CV e 239 CV dotato di cambio automatico a 5 rapporti. Ma se si vuole andare oltre i freddi numeri, vi è molta delusione. Elegante e pronta ad essere la nuova ammiraglia della casa, troppo diversa e creata sotto precisi ordini di marketing per colpire al cuore. Questo modello infatti verrà venduto anche in mercati attualmente non appartenenti alla Lancia (compreso il Regno Unito), portando però il marchio Chrysler senza nessun collegamento con il Made in Italy. Esattamente l’identica sensazione che si ha scrutando l’aspetto della nuova Thema. Un nuovo inizio, inedito capitolo che, purtroppo, può essere visto dai più nostalgici come una fine.

 

Born in the U.S.A!

Voyager

Stesso identico discorso per la Voyager. Una unica versione disponibile chiamate “Gold” con il propulsore diesel 2.8L da 163 CV Euro5 Common Rail. Interni fini costruiti seguendo il richiamo di un salotto accogliente e confortevole, sedili, volante e pomello del cambio rivestiti in pelle ed un ingegnoso sistema chiamato Stow’n Go (brevettato da Chrysler) che consente lo stivaggio nel pavimento dei Sedili della seconda e terza fila regalando una capienza record di 4.100 litri. Cerchi in lega da 17″ diamantati, il tutto per prendere l’eredità della Phedra. Anche questo modello sarà venduto fuori i confini geografici della casa italiana, spiegando il frontale massiccio e quadrato similissimo alla Thema. Il piano ormai è partito e non si può più arrestare. Effetti della nuova politica aziendale, si mormora tra i giornalisti presenti in sala. Magari i prossimi modelli ritroveranno il colore o semplicemente il gusto perso con queste due nuove uscite, ma a guardare i primi frutti di questa alleanza molti, troppi errori sono già stati commessi.

 

 

 

Riccardo Cangini