Il pilota di punta della Ferrari, Fernando Alonso intervistato durante il meeting di Madonna di Campiglio, Wroom, non si è sbilanciato nel valutare le possibilità della Rossa di Maranello per la stagione 2012. Lo spagnolo ha preferito avere un comportamento di basso profilo al posto di lanciarsi in proclami   di competitività. Ecco uno stralcio della conferenza stampa rilasciata da Alonso, dove c’è nella parte finale anche un pensiero per l’amico Robert Kubica

Non ho la palla di vetro, quindi non mi sento di fare previsioni. Teoricamente dovrebbe essere la Red Bull, ma lo dico basandomi solo sul fatto che, da due anni, vincono entrambi i titoli. Secondo me dovremo aspettare almeno due o tre gare, quindi fino a Shanghai, per capire davvero quali saranno i rapporti di forza.  Magari  c’è chi pensa che i test rappresentino già qualcosa di indicativo, ma non è affatto così. Sulla carta abbiamo tutto l’occorrente per far bene, ma non posso essere né ottimista né pessimista, anche perché la nuova macchina l’ho vista soltanto in galleria del vento e nei computer dei tecnici. Non penso ci saranno grandi differenze rispetto alle altre vetture perché il regolamento è molto chiaro, ma sicuramente avremo delle innovazioni e buone idee tecniche. Lo sport non è soltanto successo, ma anche sacrificio, lavoro di squadra, determinazione e passione. In Ferrari abbiamo una gran voglia di far bene e di recuperare quel ruolo di squadra dominante che la Scuderia aveva all’inizio di questo secolo. Il risultato finale, però, dipende da tanti fattori.  Robert è il miglior pilota in circolazione e lo saprà dimostrare quando tornerà a correre. Lui come mio compagno di squadra? Sono molto contento di avere Felipe al mio fianco

Considerando le difficoltà che a Maranello stanno incontrando per permettere alla nuova e rivoluzionaria vettura di passare i test crash di omologazione, forse si comprende meglio la cautela che il pilota spagnolo ha avuto durante la sua conferenza stampa circa la competitività della sua vettura. In ogni caso volare basso non è cattivo segno, anzi un po di umiltà, forse aiuta a capire meglio dove sono i problemi e affrontarli in modo chiaro e definitivo. Riguardo a  Kubica il fatto che preferisca avere Felipe Massa al suo fianco determina chiaramente lo spessore del pilota polacco!