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Cambio di filosofia in casa Mclaren. Con l’abbandono di Pat Fry e tutta la sua fidata truppa di ingegneri, passati negli uffici di Maranello, si è tornati a sviluppare ed evolvere il progetto 2010, lasciando da parte tutte le avveniristiche forme e spazi dettati dalla precedente monoposto. La nuova MP4/27 infatti non solo è più piccola e corta, ma porta in eredità tutti i concetti già visti nella vettura di due anni fa. Linee pulite, armoniche e forme di plance e corpo vetture sì rastremate ma non estremizzate. Esteticamente l’ultima creazione del team di Woking non sfigura, soprattutto grazie alla assenza del celebre “scalino” nel muso.

Quasi a voler smentire quanto detto dai tecnici della Caterham, questa monoposto non presenta nessun sgradevole gradino, bensì un sinuoso muso che scende leggermente nella parte finale. Tutto possibile grazie alla attenta ricerca fatta dai tecnici inglesi, evitando di portare l’altezza del profilo anteriore ai limiti del regolamento, riuscendo comunque a convogliare quanta più aria possibile nel fondo. Nessun stupore neppure per quanto riguarda il posteriore, sì rastremato come vuole la scuola Red Bull ma esente da soluzione pienamente innovative: “La vettura più rifinita che abbiamo mai avuto da un po’ di tempo a questa parte. Non vedo l’ora di guidarla” dice un raggiante Hamilton.

L’impressione però è che questa vettura nascondi al meglio tutti i segreti. Certamente la squadra inglese ha degli assi nella manica che mostrerà solo a tempo debito. Già il fatto che la conformazioni di scarichi ed ali viste oggi siano in versione standard confermano questa tesi. La vera MP4/27 si vedrà solo nei prossimi test collettivi, in attesa di scoprire se le voci che vedono sistemi tecnici al limite del regolamento (anticipati dallo stesso Goeff McGrath, direttore delle tecnologie applicate) come correttore d’assetto esente dal veto FIA oppure una nuova versione degli scarichi soffiati, trovino conferma in pista e soprattutto nel cronometro.

 

Riccardo Cangini

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