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Test finiti, tempo di analisi. Nonostante stiamo parlando del primo test stagionale, con tempi cronometrati assolutamente non in grado di anticipare i valori in campo e soprattutto la competitività delle varie monoposto, questa prima quattro giorni non ha completamento negato degli spunti interessanti, concedendo piccoli scorci ed anticipazioni del mondiale che sarà. Quanto davvero la Red Bull è rimasta imbattibile o Mclaren e Ferrari sono riuscite a colmare il gap lo si saprà solamente durante le prove libere della prima di campionato, visto che le vetture viste in pista hanno continuamente cambiato pezzi ed assetti. Una situazione di “lavori in corso” alla disperata ricerca di quel carico aerodinamico perso con l’abolizione degli scarichi soffiati. Non è un caso che per ben due giorni di fila la Mercedes sia riusciti a piazzarsi davanti a tutti con relativa facilità, nonostante a girare fosse la MGP W02.

Attualmente le squadre non sono riuscite a replicare il carico aerodinamico raggiunto nel 2011 grazie agli scarichi soffiati, bensì ne hanno recuperato una piccola parte. Il primo imperativo sarà quella di avvicinare il più possibile i valori, sfruttando al meglio la posizione degli scarichi nonostante i nuovi veti regolamentari. I terminali devono sì essere posizionati sopra il cofano, ma i famosi gas caldi possono essere indirizzati in determinati punti del retrotreno grazie ad il complesso studi aerodinamico portato avanti nelle galleria del vento. Alcuni hanno optato per il classico retrotreno, altri (tra questi Mclaren e Ferrari) provano una interessante novità: sparare l’aria rovente nello spazio tra gomma ed ala posteriore, seguendo i dati ottenuti con il simulatore. Una inedita concezione che, almeno per ora, sembra non pagare. Non solo il calore rovina in parte gli scarichi, ma anche lo stesso pneumatico è sottoposto a notevoli temperature. Indiscrezioni poi non vedono questi gran benefici sul giro e ritmo gara.

Si continua a lavorare in cerca delle migliore soluzione. L’aspetto delle nuove monoposto non è stato ancora definito (scalino a parte) e molto, se non tutto, deve essere ancora deciso. Approfondendo il tema Ferrari poi si incontrano inaspettati visi interdetti e pensierosi. La F2012 scalda subito i pneumatici, ma pare essere molto più complessa in termini di set-up. Un buon progetto che però deve essere trattato con molto cautela, evitando di rompere un delicato equilibrio. Col passare dei test gli uomini in rosso certamente riusciranno a comprendere e sfruttare al 100% la nuova macchina, contando sul vitale supporto di un Fernando Alonso sempre più leader dentro il box del cavallino. Infine attenzione al miglior tempo fatto segnare da Kimi Raikkonen nella prima giornata. Come visto anche con Romain Grosjean, la Lotus ha seguito una particolare scaletta di lavoro ove prima si preferiva girare con macchina scarica e poi studiare i vari set-up. Il finlandese, a pari condizioni con il collega francese, si è dimostrato più lento di un secondo segno che ancora la massima forma non è raggiunto. Le difficoltà non sono certamente come quelle incontrate da Michael Schumacher nel 2010, ma ci vorrà dell’altro tempo prima di ritornare a tutti gli effetti competitivi. Rimanendo ottimisti per quanto riguarda il valore della E20. E della nuova stagione che sarà.     

Riccardo Cangini

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