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La Investindustrial, il gruppo italiano  di private equity che fa capo alla famiglia Bonomi, ha intenzione di vendere il marchio in una transazione che potrebbe valere fino a 1 miliardo di euro, che significa il triplo dell’investimento iniziale.

Il Private equity include tutti gli investimenti in società non quotate su mercati regolamentati. Nel caso di società quotate in borsa allora si tratta di Public Privat Equity.  Le società  di Privat Equity operano con soluzioni di finanziamento molto differenziate ma di massima mirano ad acquisire aziende da ristrutturare ma che hanno un grosso potenziale di crescita una volta che raggiungono certi target di fatturato e/o di solidità  economa vengono cedute facendone un grosso guadagno.

«Ducati è attualmente un’azienda perfetta, ma per un’ulteriore crescita ha bisogno di un partner industriale di classe mondiale. Quest’anno lavoreremo per trovare quel partner», ha dichiarato al Financial Times il presidente di Investindustrial Andrea Bonomi.

Nel 2011  Investindustrial,  aveva dato mandato a   Deutsche Bank e a Goldman Sachs di sondare una quotazione in Borsa di Ducati a Hong Kong.  Sucessivamente a questa  analisi  era stato consigliato alla Investindustrial di rivolgersi invece verso un rosso partner industriale che oggi viene considerata la possibiità più  interessante per la Ducati di continuare l’espansione iniziata a fine 2010, oltretutto in un momento quando tutti i produttori di moto nel mondo pativano la crisi economica.

La Ducati detiene oggi il  10,5%  mondiale del  globale delle moto sportive, in rialzo rispetto all’8,5% del 2010.

Ducati Motor Holding si appresta a chiudere il 2011 con circa 42.000 moto vendute e un fatturato prossimo ai 480 milioni di euro,  numeri che rappresentano un incremento del 20% rispetto all’anno precedente.

La società ha in carico debiti pari a circa 1,7% degli utili prima degli interessi, svalutazione e ammortamenti: un livello basso nel confronto con la maggior parte delle aziende in portafoglio private equity che la rende  quindi molto appetibile.

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6 COMMENTS

  1. Secondo me Ben è l’esatto opposto…. la Ducati ha bilanci in attivo e ha incrementato vendite e fatturati. Ovviamente vendere qualcosa che produce profitto è molto meglio che vendere qualcosa che non rende…..

  2. Meglio per la Ducati tanto prima dei Bonomi era in mano ad una societa’ finanziaria del Texas, altro che societa’ italiana. Importante che esca dal sistema di Private Equity e finisca dentro ad un vero gruppo industriale io spero molto sia nel gruppo Mercedes ( Dailmer Benz ) che magari la BMW anche se sarebbe meglio la Mercedes… poi pensandoci sopra la BMW ha una tradizione di bicilindrici stradali di alta qualita’ e le macano le bicilindriche super sport a questo punto si torverebbe con una gamma completa.

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