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Ormai da molti anni l’asta della bandiera italiana è targata esclusivamente Ferrari. Nel mondo della Formula uno è il cavallino rampante a difendere i nostri colori, sfidando la preparata flotta inglese e le varie realtà emergenti degli ultimi anni. Un tempo neppure tanto lontano però l’Italia poteva contare, oltre alla squadra tutta rossa, anche di una nutrita pattuglia di piloti italiani in grado di riempire più di un quarto della griglia di partenza, giocandosi punti e il più delle volte importanti soddisfazioni. Ora invece, in un declino iniziato alla fine degli anni ’90, la nostra scuola di piloti si è ridotta ad un solo esponente di rilievo per quanto riguarda la F1: Jarno Trulli. Presenza ormai classica del circus ma rimasto tristemente da solo.

Addirittura varie indiscrezioni proveniente dai paesi anglosassoni vedevano un suo clamoroso appiedamento a favore di Vitaly Petrov, pronto a portare nelle casse della Caterham una sostanziosa quantità di soldi attraverso i suoi ricchi sponsor russi. Fortunatamente però questo disegno non si è mai avverato e Jarno rimane fiducioso riguardo il suo futuro:  “So che quasi tutti sono interessati agli sponsor o ai piloti paganti, ma al momento posso dire che ho un contratto con il team e che parteciperò anche ai prossimi test” ha detto Jarno ad Autosport. Il contratto rimane valido dunque e, a meno di clamorosi colpi di scena, anche nel 2012 avremo un pilota nostrano.

Se dovesse succedere qualcosa di diverso, spero che qualcuno della squadra me ne parli con un po’ di preavviso, ma per ora nessuno ha fatto discorsi di questo tipo con me durante l’inverno” continua l’abruzzese, specificando che nessuno della squadra ha voluto ridiscutere il suo impegno. La situazione generale però rimane comunque tragica. Le giovani leve si stanno facendo sempre più spazio e attualmente manca un ricambio generazionale. Un vero peccato perché i talenti non mancano. Tantissime italiani corrono (e vincono) nelle più disparate categorie internazionali, non riuscendo però a raggiungere l’elitario treno della F1 causa eccessiva difficoltà e partner non in grado di sopportare grossi finanziamenti. La speranza è che prima o poi si riesca a trovare anche qui un Hamilton e Vettel, anche se la strada da percorrere è ancora incredibilmente lunga.

 

Riccardo Cangini

 

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3 COMMENTS

  1. E si che ne avremmo di talenti giovani da far crescere….ma come mai nessuno se li porta dietro? Politica? Soldi? mah…

  2. x questo dico che questo non è piu uno sport, ci sono troppi soldi in giro e i talenti veri non ne escono piu, pensate che 2 anni fa jarno si batteva x la pole con la toyotae ora è la solo x fare numero.

    speriamo che la moto non segue la stessa strada

  3. La Formula uno è sempre stato uno sport per ricchi. E’ la situazione economica che è cambiata. Un tempo, quando vi era crescita e soldi, di sponsor pronti a sborsare se ne trovavano quasi sempre. Ora invece si sta più che attenti alle spese.

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