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Non sarà l’ultima in ordine di tempo, visto che Marussia e HRT faranno anche più tardi (sempre che non chiudano prima), ma certamente la monoposto 2012 della Mercedes è l’ultima più attesa in questo periodo di presentazioni e test in pista. Anche se fino ad adesso i risultati non sono stati all’altezza del marchio, le frecce d’argento sono considerate alla pari di Red Bull, Mclaren e Ferrari, sia per via della eccellente coppia di piloti che delle possibilità della squadra. Ottimi finanziamenti ed un pool di tecnici/ingegneri preparati e con una più che eccellente esperienza alle spalle. Oltre a Ross Brawn, quest’anno la casa tedesca avrà dalla sua anche molte altre personalità e menti celebri, tra cui l’italiano Aldo Costa proveniente proprio da Maranello.

Si aggiunge la curiosa scelta di presentare la nuova MGP W03 in ritardo rispetto ai diretti avversari ed ecco che la curiosità si fa spasmodica. Lo stesso Adrian Newey crede che tale ritardo sia imputabile ad una scoperta tecnica in stile “Ross Brawn”. Una particolare interpretazione di una zona grigia del regolamento in grado di regalare più carico aerodinamico alla vettura, proprio come successo nel 2009 ai tempi della BrawnGP e dei suoi doppi diffusori.  In attesa però di scoprire da vicino le caratteristiche di questo progetto targato 2012, una foto di Roy Powell scattata due giorni permette un più che lauto antipasto. Approfittando dei 100 Km permessi dal regolamento a fini prettamente promozionali, la Mercedes ha effettuato lo shakedown della W03 a Silverstone con entrambi i piloti ufficiali.

Con al volante Michael Schumacher, si può da subito capire l’aspetto generale della monoposto. Molto vicino alla Ferrari F2012. Stesso disegno del muso, stesso gradino accentuato, stesso airbox diviso in tre prese, uno centrale e due più piccoli ai lati, stesse pance sfuggenti a incontrare un retrotreno il più rastremato possibile. Appena si potrà focalizzare meglio la lente e l’occhio si avranno maggiori informazioni, ma il primo sguardo non può non portare ad una comparazione con l’ultima creazione degli uomini in rosso. Come se il nuovo arrivato Pat Fry e l’ex Aldo Costa avessero percorso la stessa identica strada, in barba alle diverse scuole di pensiero ed origini. Già le nuove vetture (ad eccezione della Mclaren) si somigliano molto tra loro, ma qui le coincidenze sono più di una. Starà al cronometro decretare la più veloce.

 

Riccardo Cangini 

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