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Chissà se questa sua uscita era prevista già da tempo oppure sono state le parole di Jaime Alguersuari a far accelerare i tempi. Fatto sta che dopo la triste versione del neo-commentatore TV spagnolo: “Non riesce a tenere un bicchiere d’acqua con la mano destra”, Kubica è tornato al volante di una vettura, riscoprendo in parte i piaceri della guida sportiva. Proprio in Liguria e proprio con una Skoda Fabia S2000 (il modello con cui ha avuto il tragico incidente nel 2011), Robert è tornato a far parlare di se, mostrando al pubblico una ottima forma e soprattutto il suo sorriso. Consci della terribile dinamica dello schianto e di tutte le operazioni sofferte e passate, vederlo in piedi a scherzare con le persone del posto e addirittura con un viso più “pienotto” è una incredibile vittoria. Per lo staff tecnico, le persone a lui vicine e soprattutto per lui. Innanzitutto tornare a condurre una vita normale, traguardo a quante pare pienamente raggiunto.

Il passo successivo, obbligato per una persona del suo calibro e passione, è ovviamente quello di tornare un pilota professionista calcando i più importanti scenari motoristici. I tifosi sperano in un suo ritorno in Formula uno, magari a bordo della mitica rossa di Maranello a fianco del suo collega/amico Fernando Alonso. Anche lo stesso Bernie Ecclestone è convinto che: “Robert Kubica ora sarebbe alla Ferrari se non fosse stato vittima di quel terribile incidente nei rally un anno fa” Ipotesi molto plausibile visti i risultati conseguiti da Massa la scorsa stagione e la bravura espressa da Robert nel suo primo anno con i colori della Renault e in quell’unico test di febbraio con la nera Lotus (fu suo il miglior tempo della giornata). Ma la vita vera, anche questa volta, si è mostrata dura e terribilmente cinica, rovesciando la situazione e costringendo tutti a modificare i proprio piani. Nessuno però può impedire di sognare.  

E la tuta rossa sarebbe un bellissimo sogno, che però richiede ancora tempo e verifiche prima di tramutarsi in realtà. Molto difficilmente la sua mano destra potrà tornare ad avere una condizione al 100% viste le incredibile lesioni riportate, ma non per questo le porte del circus sono già chiuse per lui. Occorrerà più del tempo del previsto, con un programma di rientro che comprenda anche questo 2012. Solo dopo si potrà davvero parlare di monoposto o, addirittura, Ferrari. E non per forza la sua carriera non potrebbe scoprire un intenso secondo capitolo in qualche altra categoria di interesse mondiale, che sia sullo sterrato, a bordo di prototipi o derivati di serie. Il talento non manca e quello, fortunatamente, non si perde mai.

Riccardo Cangini

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