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Si diceva che il grande Vecchio, il Drake,  mal digerisse i piloti che diventavano più famosi delle sue vetture quando erano alla corte di Maranello. Possiamo dire che dopo questa vittoria Fernando Alonso entra di diritto in questa cerchia di piloti anche ad anni dalla scoparsa del grande Enzo. La vittoria di Sepang è solo farina del sacco di Alonso. Era già da venerdi che lo spagnolo faceva la danza della pioggia essendosi accorto che su una pista vera come si diceva a Melbourne non c’è n’era per la rossa.  In nessuna configurazione si corresse la Ferrari appariva nettamente più lenta della concorrenza.

Nonostante ci avesse messo tanto del suo per essere nei primi 10, sembrava poter lottare per qualcosa di importante,  il sorriso è tornato solo dopo che la pista si è allagata. Che sia fortuna questo non c’è dubbio,  ma anche che la fortuna aiuta gli audaci. Nessuno dei piloti in griglia oggi avrebbe detto di essere contento delle condizioni della pista dopo la pioggia e quindi se un pilota come Fernando Alonso auspica certe condizioni e da tenere in grandissima considerazione la fiducia nei propri mezzi per limitare le deficienze tecniche della sua vettura.

A dirla tutta anche la direzione gara ci ha messo molto del suo interrompendo la gara e facendola ripartire nelle condizioni di bagnato senza pioggia che tanto sono congeniali alle caratteristiche di guida di Alonso. Il ferrarista ha dettato un ritmo infernale nelle condizioni peggiori,  forse consapevole che il perdurare di certe condizioni non era per molto e che da li a poco la sua Ferrari si sarebbe ritrasformata nella zucca come nella favola di cenerentola. Cosa che puntualmente è accaduta. Inoltre c’era da  fare i conti con una Sauber molto più in forma della Ferrari, e un Perez che non vedeva l’ora di fare lo sgarbo al primo della classe.

Guidare una vettura con tutti i limiti che ha mostrato,  e un arrembante galletto alle spalle,  non è facile per nessuno,  ma che stando davanti si riesce ad ipnotizzare Perez alle spalle di fatto costringendo il mexicano ad un errore tanto assurdo quanto provvidenziale,  è diabolico e regala all’aturiano il giusto vantaggio che nesessitava per portare a casa una vittoria che vale dieci volte tanto.  Alonso ha fatto chiaramente capire alla concorrenza che nonostante la pochezza della sua monoposto nessuno  può cullarsi sugli allori e che nessuno può permettersi di sottovalutarlo perchè se davanti succede qualcosa lui e li.  Se riesce ad approfittarne,  nella peggiore delle condizioni di competitività, c’è da avere veramente paura, se come si spera,  la Ferrari recupera competitività da Barcellona. Questi preziosissimi punti sono un credito che serve ad evitare di perdere terreno nei confronti della concorrenza più agguerrita per poi battagliare ad armi pari fino alla fine del mondiale. Un Alonso così merita per la sua capacità di essere li a lottare con i primi la Ferrari gli è lo deve!

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