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Le proteste anti-F1 degli ultimi giorni indette dalle stesse persone del luogo e la data del calendario sempre più vicina, sta nuovamente aprendo la difficile questione del Bahrain. Saltato l’appuntamento del 2011 causa i disordini politici e sociali avvenuti nel paese, anche per l’edizione di quest’anno rimangono paure e dubbi, sia nello stato arabo che nel circus della F1 (e della Gp2, anch’essa  con una gara prevista nel Sakhir). Molti farebbero a meno di questa trasferta, evitando così inutili rischi e non diventando una vetrina falsa, sempre più lontana da quella che è la vita reale. Tali apprensioni sono però mitigate, come ovvio che sia, da Sheikh Abdullah bin Isa Al Khalifa, presidente dell’Automobile Club del Bahrain e membro del Consiglio Mondiale della FIA.

Sheikh infatti appoggia con forza l’evento: “Ci sono dei problemi e questi sono provocati da dei ragazzi che hanno bisogno di essere gestiti e guidati nel modo giusto. Devono capire che se hanno dei problemi ci sono dei canali più corretti per renderli noti. Non raggiungeranno i loro obiettivi distruggendo le vite delle loro famiglie, dei loro amici e di tutti coloro che visitano il paese. E’ vero, i fatti accaduti il 14 febbraio dello scorso anno hanno infiammato gli animi, ma non abbiamo mai avuto problemi legati alla Formula 1, che faceva regolarmente visita al nostro paese dal 2004″ Una versione decisamente particolare, sopratutto per quel termine “ragazzi” quando invece la protesta ha coinvolto intere famiglie, tutto per avere finalmente pari dignità e diritti.

Tutti continuano a chiedermi della situazione del paese e apprezzo questo interesse” continua “Ma chiunque arrivi oggi non noterebbe alcuna differenza rispetto a prima. Per questo spero che la gara arrivi il più in fretta possibile, per far capire a tutta la comunità del Circus come stanno realmente le cose. Il mio messaggio per la Formula 1 è semplice: le chiedo di essere parte della riunificazione del mio paeseAbbiamo avuto i nostri problemi, alcune persone hanno fatto errori, ma ora è giunto il momento di riconciliarsi, andare avanti e rendere il paese più forte ed unito. E’ chiaro però che a questo mondo non ci sono garanzie. Tutto quello che posso garantire è che ci sarà la stessa sicurezza di ogni altro Gp” Dunque si va avanti, ma le polemiche non mancheranno di certo.

Riccardo Cangini

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