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Continuiamo la carrellata di novità tecniche portate dalle squadre nel trascorso week end del Gran Premio della Malesia. Nella foto sopra è ritratta la fiancata della Lotus Renault senza carrozzeria che mostra chiaramente la diversa forma della zona di deformazione di crash. La differente forma della struttura,  dipende molto dalla tipologia di masse radianti che caratterizza il motore Renault che consente una maggiore rastremazione della parte inferiore con un minore ingombro per la parti elettroniche alloggiate in quella zona. Inoltre si nota una soluzione ibrida tra quella adottata dalla Sauber e quella a suo tempo mostrata  e adottata dalla Williams per i freni anteriori.

Force India Mercedes 

Continua la nostra carrellata sulle strutture di deformazione messe a nudo senza carrozzeria laterale mostrando quella della Force India ancora più rastremata rispetto alle precedenti. La Force India usa il motore Mercedes che consente una maggiore rastrematura con le componenti elettroniche ancora più incavate per lasciare più spazio al passaggio dell’aria verso il posteriore.

Molto interesse desta la zona dello splitter anteriore sotto il pilota che mostra,  una volta smontato,  una sorta di protuberanza che somiglia alla bocca di un aspirapolvere. Dovrebbe essere la presa d’aria per il raffreddamento del sistema Kers che si trova immediatamente vicino al pilota con le componenti elettroniche al suo fianco nella scocca laterale, ma potrebbe anche servire per creare una sorta di condotto che si potrebbe definire Upper Duct per il passaggio del fluido d’aria dalla parte anteriore della vettura allo scivolo posteriore passando sotto il pilota.

Mercedes 

Due le novità fondamentali in casa Mercedes. Si tratta di due aperture sulla zona superiore del muso della vettura che non si è ben capito quanto servono al raffreddamento del pilota nel caldo Malaysiano e quanto invese siano di utilità al sistema di F-Duct che utlizza la W03 visto che dimensioni  maggiori che nella concorrenza. Inoltre ai lati delle prese d’aria dei freni anteriori sono apparsi delle alette che servono ad raddrizzare il tormentato flusso di aria all’interno delle ruote anteriori.

Williams Renault 

Non ci sono particolari spunti tecnici sulle vetture di Sir Frank ma la rottura del motore di Pastor Maldonado ci ha dato l’0ccasione si mostrare chiaramente il percorso che fanno i gas di scarico quando investono la zona posteriore. Infatti al posto di generare quella classica nuvola enorme di fumo bianco azzurro che contraddistingue una rottura di motore, quello che esce dallo scarico rimane basso spinto dalla conformazione dell’uscita degli scarichi che tende a inviare aria calda nella parte bassa dello scivolo per agevolare anche il deflusso della parte fredda superiore del flusso aria.

 

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4 COMMENTS

  1. Shadow una domanda: la mercedes ha problemi di durata delle gomme posteriori. Non sarà proprio a causa di questo f-duct? Magari loro avendo già molto grip meccanico, con il sistema aerodinamico mettono in crisi le Pirelli.
    E’ plausibile?

  2. Se vuoi sapere la mia SI!…secondo me lo stesso vantaggio tecnico che gli fa guadagnare in velocità in qualifica stallando di continuo poi in gara non da il giusto carico aerodinamico facendo scivolare di continuo le ruote posteriori.
    Purtroppo però non l’ho detto prima perche sto cercando di suffragare la tesi con delle ricerche sulla faccenda ma non è facile! Comunque complimenti ottimo spirito di osservazione perche sei giunto ad una conclusione che molti addetti ai lavori di alto rango ancora non considerano nemmeno!

  3. Io addirittura ho anche pensato che magari la loro aerodinamica ha pulito talmente i flussi del posteriore che potrebbero aver creato un vuoto intorno alle ruote posteriori che le porta a surriscaldarsi e consumarsi precocemente….

    E’ possibile tecnicamente una cosa del genere? So che i flussi e le turbolenze intorno alle ruote sono sempre oggetto di ricerche.

  4. mi dispiace ma questa te la devo bocciare come feci vedere nelle foto nella speigazione dell’effe duct il flusso di aria nello scivolo posteriore che poi entra nelle prese laterali dell’alettone viene indirizzato attraverso un condotto che passa sopra la testa del pilota…quindi quello che viene perso facendo stallare l’ala viene recuperato sullo svicolo per bilanciare la vettura nei trasferimenti di carico.
    Quello che invece potrebbe succedere è che il sistema funziona talmente bene che la vettura perde aderenza addirittura sul dritto generando perdita di aderenza longitudinale…come succedeva per restare in un tema e te caro sulle Yamaha di Valentino Rossi quando perdevano trazione in velocità e non in uscita curva non riscontrando le velocità con i numeri di giri
    Comunque le zone dietro le ruote anteriori e posteriori sono quelle più complesse e dove si raggiungono risultati maggiori!

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