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L’annuncio pareva imminente visto la conferenza stampa del ministro Francois Fillon indetta proprio a Paul Ricard. D’altronde non era un mistero che la Francia fosse fermamente intenzionata a tornare nel calendario della Formula uno, lasciando la precedente sede di Magny-course per preferire l’autodromo a Le Castellet. Ed invece questo incontro con stampa e giornalisti non ha portato nessuna ufficialità, bensì conferma sui passi in avanti delle trattative con Bernie Ecclestone in vista sì di un ritorno ma non esattamente immediato: “Per non non è possibile organizzare un Gp ogni anno. Dunque, stiamo lavorando sulla possibilità di ospitare la Formula 1 a Le Castellet un anno si e un anno no, alternandoci con un’altra nazione”

I soldi per poter disputare l’evento annualmente non vi sono. Sia perchè le richieste del patron del circus continuano ad essere molto alte, sia perchè alla porta vi sono molte nazioni pronte a pagare suon di milioni pur di avere un proprio slot fisso all’interno delle venti gare. A grandi linee comunque il contratto è stato stipulato e mancano le firme solo su vari punti, tra cui appunto il budget e con quale nazioni alternarsi. Tutti i paesi attualmente ospitanti hanno contratti pluriennali con Mister E, anche se pian piano ci si sta avvicinando alla data di scadenza. Il primo tra questi è proprio quello del Belgio, non in calme acque finanziarie nonostante l’indiscusso fascino e bellezza del suo circuito. I conti infatti continuano ad essere in rosso e gli stessi organizzatori belgi, pur di non perdere la massima formula, sono pronti ad una alternanza.

Su questo argomento Fillon è rimasto vago: “La proposta è ragionevole, ma non abbiamo ancora raggiunto un accordo”, ma non è fantascienza immaginare un accordo tra i due paesi di lingua francese del tutto simile a quanto già stipulato tra Barcellona e Valencia. In questo modo tutti avrebbero un posto nel ricercato palco della F1, lasciando nello stesso tempo un posto per quei paesi prossimi ad entrare in partita (in primis la Russia a partire già dal 2013). Bisogna quindi aspettare ancora un po’ di tempo, ma difficilmente tutto questo si risolverà in un nulla di fatto. Ai tifosi la felicità nel ritrovare una nazione motoristicamente importante mista alla delusione di perdere un capolavoro di emozioni e leggenda come la pista di Spa. Difficile sorridere.

Riccardo Cangini

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