Pubblicità

Si avvicina sempre di più il tanto discusso Gp del Bahrain, si avvicinano con lui problemi, polemiche ed indecisione. Dopo un anno dal rinvio per motivi politico/sociale, la situazione nel paese arabo continua ad essere difficile e, nonostante il via libere delle autorità competenti e la apparente calma di Bernie Ecclestone, la quarta gara della stagione 2012 potrebbe saltare nei prossimi giri. Non è un mistero infatti che la popolazione locale sia altamente contraria all’evento, sia perchè il paese non ha raggiunto pace e serenità in grado di ospitare un evento sportivo di tale portata senza il minimo rischio, sia perchè la macchina macina-soldi della F1 è vista come una stretta alleata dei poteri forti, con contratti milionari più forti (ed importanti) della vita di migliaia di persone.

Le ultime notizie, ovviamente non supportate dall’ufficialità, parlano di scontri in strada ed addirittura di un morto. Un ragazzo di 22 anni, mentre cercava di fotografare una manifestazione, è stato ucciso da degli uomini su una macchina civile senza targa, ma tra i presenti si è sparsa la voce che gli assassini sono appartenenti della polizia locale. Un’altra parentesi nera di una situazione purtroppo lontana dal trovare una pacifica soluzione. Su Twitter arrivano immagini piuttosto crude dei feriti dopo gli scontri, ad aggiungersi all’arresto di Nabeel Rajab, presidente del Bahrein Centre for Human Rights fermato dalle forze dell’ordine perchè intenzionato ad intensificare la protesta in modo da sfruttare il Gran Premio per la massiccia presenza di giornalisti.

Le sensazioni quindi non sono buone e le squadre, in attesa di una decisione ufficiale in merito, hanno pronto un piano di volo alternativo nel caso la tappa nel Sakhir dovesse saltare. Dalla Cina infatti sono pronti a spostare personale e materiale direttamente in Europa, evitando le fermata in medio-oriente. La speranza, ovviamente, è quella di scegliere seguire la strada più giusta possibile. Per tutti. Il clima non è certamente dei migliori ed ancora una volta il gioco dello sport viene affiancate a situazioni e condizioni ben più seri e gravi, lontani da sorrisi e spensieratezza. Ci si è fermati un anno fa nonostante i ricchi accordi di sponsorizzazioni, ci si può fermare anche questa volta. Il segreto è volerlo per davvero.

Riccardo Cangini

Pubblicità