In Cina bisognerà tramutare tutte queste parole in fatti. Ma sino ad allora Felipe Massa non può fare altro che ritrovare quella fiducia e convinzione evidentemente perse in questo inizio 2012. Le sue prestazione, dopo l’incredibile 2008 ed un solido 2009 (sino all’incredibilmente incidente durante le qualifiche di Budapest), hanno subito un lento ma quasi inarrestabile declino. Già nel 2011 il suo era diventato un vero e proprio caso, estremizzato ora visto l’inquietante zero in classifica mentre il suo compagno di squadra è addirittura in testa. La F2012 non è una vettura facile e questo non aiuta di certo, ma il brasiliano si può esprimere meglio di così rimanendo a livello dei Top-Rider. Ne è conscio lui stesso, ne è conscia l’intera Ferrari, intelligentemente rimasta a fianco del suo pilota, e lo sottolineano i suoi stessi amici/colleghi.

In particolare Ruben Barrichello sa esattamente come ci si sente in periodi così delicati della propria carriera. Sia per la sua ventennale esperienza nel circus iridato, sia perchè la sua avventura in rosso ha avuto momenti bui e duri. Anche per lui vi era un compagno di squadra costantemente più avanti nelle prestazioni, con stampa e tifosi pronti all’attacco ed un clima non esattamente congeniale. La sua scelta finale è stata quella di abbandonare la sede di Maranello, cercando sorrisi e motivazioni in altre scuderia. Per Felipe invece ancora non si parla di una nuova squadra, ma si punta alla situazione mentale: “E’ un qualcosa che deve risolvere da solo” ha dichiarato Barrichello “Deve chiudere i suoi occhi, godersi ogni momento e ricordare che fa questo lavoro solo perchè gli piace. Noi piloti abbiamo bisogno di rilassarci per poi migliorare. E’ solo un momento, e ogni momento in Formula 1 ha un ciclo vitale

Calma dunque, serenità interiore. Evitando assolutamente la figura ed il duro confronto con il compagno di squadra, certamente uno dei motivi dell’attuale crisi di Massa: “Di sicuro la Ferrari ha un’adorazione per Alonso, perché è uno dei migliori, se non il migliore in Formula 1. Quindi, Felipe ha un grosso ostacolo da superare” Non sarà facile, ma non per questo la missione è già impossibile. Per quanto riguarda invece il buon Rubens, nonostante il suo record di presenze in F1: “…tornerei anche oggi al volante della rossa se mi chiamassero” ha confessato “E‘ stata la migliore squadra in cui ho lavorato in termini di sostegno e creatività, anche se ci sono stati episodi spiacevoli” D’altronde si sa che essere piloti del cavallino non è mai stato semplice. Ieri come oggi.

Riccardo Cangini