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Bernie Ecclestone non pensava certo che le più grandi difficoltà nelle trattative le avrebbe incontrate con televisioni e relativi diritti. Sorridente e soddisfatto nell’essere riuscito a mettere d’accordo tutti i Top Team della categoria in vista del nuovo Patto della Concordia, al contempo smantellando l’associazione dei team FOTA, organizzazione mai stata in grado di fronteggiare alla pari Mister E, pian piano corrosa da dubbi e veleni interni. Un altro obbiettivo centrato in pieno, ostacolo abilmente superato in grado di allungare per altri anni la vita del “sistema F1”. Peccato che la situazione non sia così solare per quanto riguarda i contratti con le varie televisioni. In particolare quella italiana.

I prezzi per l’esclusiva delle trasmissione, nonostante la crisi mondiale, non sono mai calati portando addirittura la BBC a rivedere la propria collaborazione con tanto di sostituzione (in determinati Gp) con l’emittente Sky. Ma Bernie certamente non si aspettava un assordante silenzio dalla RAI, da anni pilastro di ascolti per il circus e sempre una delle prime aziende a trattare il prolungamento del contratto. Almeno sino ad ora. L’attuale accordo della televisione di stato scadrà alla fine del 2012 e, per adesso, nessuna si è voluto incontrare con chi di dovere per continuare la collaborazione.

Il futuro della F1 sulla Rai non è esattamente limpido, con Sky Italia pronta a prendere la palla al balzo e tornare in campo dopo il suo discusso ritiro nel 2009. E’ chiaro che l’emittente satellitare sia intenzionata ai prodotti “motoristico”, tentando l’assalto al motomondiale intelligentemente respinto da Mediaset, ed ora provando l’affondo grazie alla inerzia della televisione italiana. Ci si attende una rapida evoluzione degli eventi, certi che gli ultimi dati d’ascolto (4 milioni 291 mila spettatori nell’ultimo Gp della Malesia) siano in grado di smuovere la situazione. O addirittura far cambiare idea.

Riccardo Cangini

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