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In attesa del ritorno del circus iridato con la gara della Cina, si continua a parlare e discutere della situazione in Bahrein. Nonostante le notizie riportino scontri tra le forze dell’ordine e cittadini con la stessa popolazione contraria alla gara della massima serie, l’appuntamento arabo è rimasto in calendario, forte dell’approvazione dei suoi organizzatori e di Bernie Ecclestone. Vi è sempre tensione ed incertezza, con squadre e gli stessi uomini di FIA e FOM pronti a tornare in Europa già dopo l’appuntamento cinese, saltando quindi la quarta gara se, all’ultimo momento, arrivasse la tanto discussa cancellazione. Più i giorni passano e più i tempi si restringono, con l’impressione che la corsa si farò comunque in una ambiente teso e, per certi versi, pericoloso.

Si cerca quindi in tutti i modi di rassicurare gli animi confermando una attenta e continua supervisione della situazione: “La FIA continua a monitorare la situazione in Bahrain. Siamo in contatto giornaliero con le più alte autorità governative, le maggiori ambasciate europee e i promotori locali del Gran Premio” si legge nella nota ufficiale “la Federazione è garante della sicurezza della gara e confida nelle autorità locali per garantire la sicurezza. In questo senso, abbiamo ricevuto costanti rassicurazioni da parte delle autorità del Bahrain che la situazione è sotto controllo” Peccato che le autorità in questione sono le stesse che difendono e promuovono strenuamente il Gp del Sakhir.

Intanto non si placano le voci che chiedono la cancellazione, cavalcando quanto detto da Damon Hill diversi giorni fa: “Ciò che dobbiamo mettere sopra ogni cosa è se ciò vale la pena in termini di costo umano. Questo non è ciò che questo sport dovrebbe essere. Guardando oggi si potrebbe dire che sta creando più problemi di quanti ne sta risolvendo. Dobbiamo procedere con cautela. Spero che gli eventi in Bahrain non siano visti come sono spesso venduti, come un branco di teppisti intenti a lanciare molotov, perché questa è una semplificazione grossolana” Posizione chiara e condivisa pubblicamente dalla parte laburista dello stesso governo inglese. Di certo questo non è un clima adatto né per una appuntamento motoristico né per qualsiasi evento sportivo. Eppure si va sempre avanti.

Riccardo Cangini

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