Il problema adesso si è fatto serio. Il calendario 2012 vede sempre più vicina la trasferta in Bahrain nonostante la situazione è chiaramente lontana dalla normalità. Gli scontri continuano da più di un anno e la stessa popolazione locale è fermamente contraria all’arrivo del circus della F1, vista come un lussuoso sfizio dei poteri forti. Senza contare il concreto rischio sicurezza, con i manifestati pronti a sfruttare la grande visibilità dell’evento per dare maggiore risalto alla loro protesa. Condizioni assolutamente non compatibili con un semplice evento sportivo, situazione difficile e complicata che ormai ha scoraggiato non solo i tifosi ma le stesse squadre. I team infatti farebbero volentieri a meno della gara araba, portando materiale e personale subito in Europa non appena conclusasi l’appuntamento in Cina. I biglietti aerei sono già stati comprati, basta solo l’ok della FIA e forze organizzatrici.

 Ed è proprio questo il punto. Zayed Al Zayani, presidente della società che si occupa dell’organizzazione dell’evento, non vuole assolutamente riperdere la Formula uno per il secondo anno consecutivo e cerca in tutti i modi di sgonfiare i segnali di allarme: “Quello che sta succedendo è che diversi osservatori, che non si sono neanche interessati ad investigare sufficientemente la situazione, si sono inseriti nel dibattito a scapito invece di coloro che si sono presi la briga di venire a raccogliere informazioni di prima mano. Questa situazione, sommata alle tattiche di allarmismo sui social network di alcuni piccoli gruppi di estremisti, ha creato un’idea sbagliata su quelle che sono le reali condizioni del paese. Negli ultime settimane abbiamo ospitato tante persone che possono testimoniare che il Bahrein è pronto per ospitare la Formula 1. Quello che chiedo agli investitori presenti nel Circus è solo di ascoltare le opinioni di chi è stato qui prima di prendere una decisione” ha spiegato attraverso un comunicato stampa.

Da una parte i contrari, dall’altra i favorevoli. Nel mezzo invece troviamo Bernie Ecclestone anche lui perplesso dell’attuale situazione sociale/politica del paese arabo ma non intenzionato a rescindere i contratti milionari con tanta facilità. La cosa migliore dunque è quella di scaricare il compito della decisione a team e Federazione: “ Se i team non vorranno venire non potremo farci nulla. Inoltre la decisione di rinviare o addirittura cancellare a corsa spetta esclusivamente alla FIA” Mister E quindi assisterà l’evolversi degli eventi evitando una sua interferenza nell’ipotetica decisione finale. Bisognerà solo capire che strada si vorrà intraprendere. Questa settimana i vari team-principal assieme al presidente Jean Todt si riuniranno per parlare di questa spinosa questione. Moralità contro eri interessi economici/commerciali. Una partita impari, ma non è mai detta l’ultima parola.

Riccardo Cangini