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Sul podio della Cina il più felice era Norbert Haug. In fondo la storia moderna della Mercedes in Formula uno passa anche attraverso la sua carriera professionale, ed avere su tutti e tre i gradini presenti piloti con sopra il marchio della stella di Stoccarda è certamente stato un traguardo incredibile “Avevamo già vinto tante gare insieme a McLaren e Brawn Gp, ma questa è sicuramente più importante, perchè dietro a questo successo c’è davvero tanto lavoro.” sottolinea Haug stesso. In fondo un conto è vincere come motorista, un’altro è farlo come realtà totale e completa. Ci sono voluti tre stagioni per raggiungere questo ambito traguardo, un tempo si lungo ma comunque ragionevole: “Se si va a guardare nei libri di storia, non ci abbiamo messo troppo a vincere: molte squadre non sono in grado di farlo al loro terzo anno in Formula 1″

Il tutto mentre si cominciavano a levare piccoli voci di ritiro, almeno nell’ultima riunione dei vertici del costruttore tedesco. Tutto prepotentemente scacciato grazie ad un risultato che rimarrà nella storia, almeno nel cammino delle freccie d’argento: “Questa è una vittoria speciale” continua Norbert “Nel 1997 con Coulthard avevamo vinto alla prima gara con le vetture tinte d’argento e i nostri motori. Inoltre ricordo quella splendida alla 500 Miglia di Indianapolis del 1994. Quella di oggi si va ad affiancare a quelle” Il mondiale 2012 è appena iniziato, condizione che non nega a priori sogni in grande sia per Nico Rosberg, finalmente autore di una gara degna del suo indiscusso talento, che anche per un certo Michael Schumacher, figura sempre importantissima nel team.

Per l’esperto pilota non deve essere stato facile interpretare la parte del mero spettatore, ma l’impressione è che vi saranno altre gare ove ci si potrà rifare dalle delusione di questi primi tre appuntamenti: “Quando ho iniziato con questi team, eravamo molto indietro. Ma dopo molto lavoro, direi anni, come con la Mercedes, abbiamo raggiunto il livello necessario per essere in lotta per il podio” ha dichiarato ad O Estado de S.Paulo: “Ma dopo molto lavoro, direi anni, come con la Mercedes, abbiamo raggiunto il livello necessario per essere in lotta per il podio. La maggior parte delle persone non ha idea di quanto cose debbano essere cambiate, quanto sforzo e quanti investimenti siano necessari. Ho 43 anni e sto affrontando di nuovo tutto questo, ma è perché amo quello che faccio” Una nuova prospettiva che carica l’animo del campionissimo tedesco, in cerca finalmente di soddisfazioni e risultati dopo mesi vissuti ben sotto le tante aspettative di tifosi ed addetti ai lavori. Prima si è seminato, ora bisogna raccogliere.

Riccardo Cangini

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