Dopo l’incredibile Malesia e la sorpresa tutta tedesca in Cina, è tempo del Bahrain. Appuntamento mai così discusso e chiacchierato, purtroppo mai per questioni prettamente sportive. Dopo la giusta cancellazione nel 2011, il circus sta per fare nuovamente tappa nel paese arabo pronta a rispettare i milionari accordi presi con organizzatori ed autori. Le stesse autorità più volte contestate dal popolo, evidentemente contrario alla gara ma non in grado di fermare l’intera macchina organizzativa. Le possibilità di una protesta da parte dei cittadini, con tanto di invasione di pista atta a denunciare la condizione socio-politica instabile del piccolo Stato del Golfo Persico, esiste ma non allarma né le forze dell’ordine ne la stessa FIA. Si scende quindi in pista, sul circuito del Sakhir che giace in un’area deserta  alla periferia della capitale Manana.

150 milioni di euro spesi dal principe Al Khalifa, presidente della Bahrain Motor Federation, per portare la massima serie anche nel suo paese, da sempre poco interessato al mondo del motorsport sia a quattro che due ruote. Anche questo impianto è stato realizzato dall’architetto Tilke, tra due lunghi rettilinei e un mix di curve veloci spezzate da decise frenate. Le difficoltà più grosse si incontrano nel caldo opprimente per i piloti e il forte degrado dei pneumatici. Una vera sfida sia umana che tecnica. La prima edizione risale già al 2004 mentre l’ultima è datata 2010, gara vinta da Fernando Alonso alla sua prima esperienza da ferrarista seguito dal compagno di squadra massa. Successo importante per la scuderia di Maranello, largamente favorita però dai problemi riscontrati da Vettel, poleman e primo in solitaria fino alla rottura di una candela. Il record della pista sul giro secco resta invece nelle saldi mani di Michael Schumacher, segnato con la imbattibile F2004 ed il suo motore V10.  

Come accennato, la Pirelli è chiamata ad un lavoro intenso viste le alte temperature e lo sporco depositato in traiettoria, tra cui la tanto caratteristiche sabbia del deserto. Le mescole portate dal gommista italiano sono le medium e le soft, stessa scelta per il Gp della Cina ma molto probabilmente con comportamenti del tutto differenti. A Shangai infatti le temperature hanno favorito la preservazione dei pneumatici mentre l’alta usura prevista per questo week-end costringere i team a scelte tecniche differenti e particolari. Interessante il fatto che qui la Pirelli non ha praticamente riferimenti visto che l’ultima edizione è stata corsa con le ritirare Bridgestone. Favoriti? Mclaren prima di tutti vista la loro monoposto equilibrata in quasi tutti i campi. Sia Hamilton che Button partono per conquistare il bottino pieno ed allungare nella classifica iridata. Super-occhio però alla Mercedes, veloce ed ora anche in grado di preservare le gomme. Per la Ferrari invece noti dolenti viste le lacune sia di velocità massima che carico aerodinamico presenti nella F2012, caratteristiche vitali soprattutto in un circuito come questo. 

INFO
Lunghezza del circuito: 5,412 km
Giri da percorrere: 57
Distanza totale: 308,238 km
Numero di curve: 15
Senso di marcia: orario

Mescole Pirelli: soffici/medie
Apertura farfalla: 63% della percorrenza

Orari

Venerdì 20 Aprile: Prove Libere 1: 09:00 – 10:30 | Prove Libere 2: 13:00 -14:30

Sabato 21 Aprile: Prove Libere 3: 10:00 – 11:00 | Qualifiche: 13:00 – 14:00

Domenica 22 Aprile: Gara, Gran Premio Gulf Air del Bahrain: ore 14:00

Riccardo Cangini