Pubblicità

Alla quarta gara ancora non si è riusciti a centrare il favorito alla lotta iridata 2012. Semplicemente per il fatto che, attualmente, non esiste un vero e proprio vantaggio tecnico per una specifica accoppiata pilota/macchina. Questo ruolo pareva essere della Mclaren ma adesso si è capito che le condizioni e gli stessi protagonisti variano addirittura da gara a gara. Tantissime le dinamiche in grado di stravolgere i valori in campo, tutto a favore dell’incertezza e spettacolo. Il (discusso) Gp del Bahrain vede infatti la vittoria di un altro nome, sì ormai divenuto noto a tutti per l’impressionante numero di record già conquistati, ma ancora a secco per quanto riguarda questa stagione. Quest’anno Vettel si è trovato una Red Bull non più in grado di fare la differenza, dovendo battagliare con forza per posizioni di rincalzo. Condizione in un attimo dimenticata per questo week-end, pienamente sfruttata dal campione del mondo in carica in grado di partire in pole e tagliare il traguardo autorevolmente in prima posizione. Il tedesco ha cercato sin dalla prima curva la fuga solitaria, spezzando l’intero gruppo in due tronconi ben distinti.

Il primo ristretto gruppo con lui in testa, seguito e più volte insidiato dalla sorprendente e totalmente inattesa Lotus. Nei primissimi giri i riflettori erano puntati sulle monoposto inglesi, in grado di avere una fantastica trazione ed equilibrio di set-up consentendo ai suoi due piloti di recuperare velocemente posizioni e cercare la scia del leader in fuga. Inizialmente la prima Lotus era quella di Grosjean, molto coraggioso nelle fasi iniziali tanto da passare addirittura in seconda posizione (partiva settimo) in nemmeno dieci tornate. La seconda parte però è stata appannaggio del compagno di squadra Raikkonen, velocissimo negli stint sia con gomme morbide che dure. Una strategia azzeccata da parte del muretto ha fatto poi il resto, portando il finlandese negli scarichi della RB8. Non è neppure mancato il duello tra i due, ma Sebastian non ha mai perso la concentrazione resistendo alla pressione di “Iceman”, giocando con il consumo gomme e spezzando il fiato con giri veloci. Alla fine il tedesco ha avuto ragione, conquistando il suo primo centro e trovando serenità dopo settimane difficili. Segue il duo “black-gold” Raikkonen-Grosjean, gli unici a tenere il forsennato ritmo gara della vettura numero uno, molto più avanti rispetto a tutti gli altri piloti.

Quarto posto finale per l’altra Red Bull di Mark Webber. Il dato oggettivo che Adrian Newey è riuscito a far quadrare tuttii conti, riportando la sua vettura nelle posizioni più alte consentendo a Sebastian addirittura di porsi in prima posizione per quanto riguarda la classifica iridata. Parte ed arrivo quinto Nico Rosberg, decisamente meno incisivo rispetto a soli sette giorni fa, mai in battaglia per le posizioni del podio e invischiato tra il duo Mclaren e, addirittura, Ferrari. In particolare è la squadra di Woking che torna in fabbrica con molti bocconi amari, tra un ritmo gara non certo irresistibile e, soprattutto, tanta tanta sfortuna. Problemi in tutti i pit-stop per Hamilton causa un problema al dado della gomma posteriore sinistra e addirittura un ritiro (anche se appare comunque nel fondo classifica) per Button, tradito non solo da una foratura ma anche da uno scarico del motore che lo ha abbandonato negli ultimi giri, favorendo la risalita del duo di Maranello. Alonso si accontenta del settimo posto considerando la debole F2012 e Massa, nono, trova i suoi sognati punti iridati tenendo per tutta la corsa il ritmo del caposquadra spagnolo.

Da sottolineare l’eccellente sesto posto finale per Paul Di Resta, davanti a squadre ben più titolate grazie ad un comportamento e strategia di gara impeccabile. Il compagno Nico Hùlkenberg è dodicesimo dietro a Perez, ancora una volta miglior Sauber in pista. Attenzione però alla decisione dei commissari sportivi nelle prossime ore visto che, proprio il quinto classificato Rosberg, ha compiuto due manovre offensive giudicate eccessive nei confronti di Hamilton ed Alonso. Una sanzione con tempo aggiuntivo è più che probabile, condizione che potrebbe favorire il recupero di una/due posizioni a favore anche dei piloti della rossa. Chiude la Top-Ten l’altra Mercedes di Schumacher, addirittura partito in 22esima piazza causa una qualifica infelice e la sostituzione del cambio. Appuntamento tutto in salita per il sette volte campione del mondo, comunque bravissimo ad evitare contatti e portare punti importanti per la squadra tedesca. Delude Ricciardo, solo 15esimo dopo un sabato vissuto tra i migliori, male anche la Williams ritirata con entrambe le vetture. Ora il circus torna in Europa, con la Ferrari chiamata assolutamente a recuperare il grande distacco dai migliori per poter entrare nel gioco del titolo iridato. Tre settimane di stop, poi le emozioni torneranno in pista. A seguire la classifica finale.

1. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault
2. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +3″300
3. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +10″100
4. Mark Webber – Red Bull-Renault – +38″700
5. Nico Rosberg – Mercedes – +55″400
6. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +57″500
7. Fernando Alonso – Ferrari – +57″800
8. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – +58″900
9. Felipa Massa – Ferrari – +1:04″900
10. Michael Schumacher – Mercedes – +1:11″400
11. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +1:12″700
12. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – +1:16″500
13. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +1:30″300
14. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari – +1:33″700
15. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +1 giro
16. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – +1 giro
17. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – +1 giro
18. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +1 giro
19. Timo Glock – Marussia-Cosworth – +2 giri
20. Pedro de la Rosa – HRT-Cosworth – +2 giri
21. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – +2 giri
22. Bruno Senna – Williams-Renault – +3 giri

Riccardo Cangini

Pubblicità

3 COMMENTS

  1. Certo che due Lotus nere/oro sul podio non si vedevano da parecchio!!

    La prima Ferrari a quasi 1 minuto dal vincitore è una cosa scandalosa…persino la ForceIndia davanti…ma dai…

  2. smeriglio dico solo che molto ora capiranno veramente chi è kimi, visto che ne hanno dette di tutto e di più ma che finora è stato l’unico a portare un titolo a marenello e che ora tornando dopo 2 anni di inattività in f.1 ha ripreso la mano. sembra quello dei tempi mclaren o sauber. in ferrari mi dispiace dirlo ma c’è gente nn all’altezza . massa ha dato qualche piccolo segno di ripresa, hanno detto che ci sarà la svolta con gli aggiornamenti. me lo auguro per loro

Comments are closed.