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Il gran premio del Bahrain ha vissuto,  oltre che le imprese di Vettel e delle Lotus,  nome nobile che torna alla ribalta soprattutto per gli episodi in gara che hanno visto protagonisti Lewis Hamilton e Fernando Alonso,  che hanno avuto entrambi da ridire riguardo ad una difesa estrema della posizione da parte del vincitore della Cina Niko Rosberg. Per la cronaca Niko Rosberg,  in difficoltà con la sua Mercedes in terra araba,  si è difeso scartando all’interno del tracciato occupandone tutta la sede.

Non essendoci muri, erba o altro,  Lewis Hamilton ha pensato di rispondere alla manovra al limite del tedesco con una manovra altrettanto al limite, continuando il sorpasso fuori dalla pista. Il risultato è stato che Hamilton si è lamentato in gara per l’eccessivo e repentino scarto di Rosberg e quest’ultimo si è lamentato perchè l’inglese ha passato fuori pista. Ma non contento il giovane figlio di Keke ha ripetuto la manovra con la Ferrari di Alonso,  solo che questa volta lo spagnolo, come da regolamento,  è  rientrato in pista cercando il sorpasso dalla parte esterna non riuscendovi e accusando ovviamente Rosberg di scorrettezza nella difesa,  il quale nel dopo gara di è difeso dicendo che c’era spazio dall’altra parte appunto.

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In sostanza quello che si è visto oggi non è stato certo un saggio di audacia alla guida. Noi riteniamo che l’intervento dei commissari nelle beghe in pista tra i piloti è da considerarsi inutile se non per questioni che mettono a repentaglio la vita stessa dei piloti cosa che oggi in sostanza non è mai avvenuta. Ognuno dei piloti in pista si è palesemente lamentato via radio del comportamento dell’avversario senza mandarsele a dire. Quello dei trè che ha avuto la peggio e che ha scatenato la polemica maggiore è stato Ferando Alonso,  che in un eccesso di correttezza,  non è riuscito sorpassare Rosberg forse fiducioso in un intervento dei commissari che non vi è stato. Lo spagnolo preso atto del mancato intervendo  da tweeter ha sentenziato “Posso solo dire che se invece della via di fuga ci fosse stato un muro, non sono sicuro che sarei stato qui a parlarne. Credo che nelle prossime gare ci divertiremo. Ci si può difendere come si vuole, si può sorpassare anche fuori pista. Buon divertimento!

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Al di la dell’amarezza,  comprensibile dello spagnolo,  il problema grosso sta proprio nel fatto che le piste moderne per volontà dei piloti non hanno muri o erba all’esterno del tracciato. Questo consente una sicurezza tale da permettere a chi si difende di farlo con eccesso di foga e a chi attacca che può rispondere come meglio crede. Detto questo però sanzionare questi atteggiamenti rischia di togliere l’ingrediente principale delle corse di qualsiasi categoria, Il duello tra piloti.  Con le regole che ci sono oggi  gente come Villeneuve,  di cui ricorre l’anniversario della morte in questi giorni non sarebbe sopravvissuta una gara senza penalizzazioni figuriamoci diventare un mito intramontabile. Per non parlare delle varie scorrettezza o imprese che i vari Prost, Senna, Mansell, Piquet, il papà di Niko, Keke Rosberg per finire a Shumacher e oltre, hanno fatto nella loro vita e che sono passate per imprese mirabolanti.  Le migliori gesta della storia della Formula 1 sono vissute su duelli al limite dove chi si difende ha messo nelle condizioni chi attacca di dimostrare il massimo del coraggio e della maestria al volante anche sfiorando il muretto, talvolta baciandolo, ma anche passando dove nessuno avrebbe osato,  raddrizzando la pista usando erba, terra, e quant’altro. Basta ricordare come è considerato ancora oggi il sorpasso di Zanardi a Laguna seca sulla terra del cavatappi, non una scorrettezza,  ma una leggenda. Vogliamo contare i fuori pista che fecero Villeneuve e Arnoux a Dijone 1979?

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Allora perchè non ci riesce di considerare allo stesso modo quello che è successo oggi come una di queste gesta? semplice! perchè sia le difese di Rosberg che i sorpassi riusciti o meni di Hamilton e Alonso,  non sono figlie dell’audacia ma della furbizia. Niko sapeva che il muro era lontano,  anche quando la pista era finita,  anche Lewis  quindi ha tenuto giù il piede. Di una cosa però,  a dispetto di quello dichiarato da Alonso siamo certi. Una,  è che il tracciato di Barcellona essendo una pista vecchio stampo non permetterà tali furbizie ma lascerà spazio solo all’audacia come Vettel fece a Monza 2011 proprio su Alonso. La seconda considerazione,  è che sulla scia delle polemiche innescate proprio dal Ferrarista,  la federazione correrà ai ripari punendo di passando da un eccesso all’altro cosa che riesce benissimo a questi commissari Fia.

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Una volta hanno chiesto a Renè Arnoux. Perchè non fa il commissario, e lui con una risata disse candidamente che non avrebbe mai potuto fare il giudice dopo che nella sua vita ha vissuto fatto cose assurde nella gara di Digione 1979!

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2 COMMENTS

  1. Evidentemente sono comportamenti illeciti, ancorchè non sanzionati dai commissari. Non so se giustamente o ingiustamente, non entro nel merito. Posso semplicemente dire che son cose esteticamente brutte, volgari. Si vede che ogni botte dà il vino che ha. E sfatiamo il mito di papà Keke: era fondamentalmente uno scassamacchine come James Hunt. Entrambi iridati, ed entrambi famosi più per l’incoscienza che per il manico.

  2. Io penso che se Keke e Hunt come altri sono ricordati per le gesta e per le macchine scassate ma ho i miei dubbi che quello che è successo ieri verra mai ricordato allo stesso modo è questa la differenza.

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