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Non è stato un vero e proprio terremoto visto che si era intuita già da tempote la vendita del Group Lotus. La crisi automobilistica non ha risparmiato neppure il costruttore Proton, con azioni del governo malese sempre meno presenti nell’assetto societario e l’inizio della fase di privatizzazione. E’ quindi intervenuta sulla scena la società DRB-Hicom, in grado di acquistare la casa costruttrice più relative proprietà, tra cui appunto il marchio Lotus. Uno dei primi effetti di questo scambio di mano è stata la notevole riduzione del settore motorsport, impegno spropositato rispetto agli investimenti. Dany Bahar aveva intenzione di ridare lustro al marchio inglese attraverso mirate sponsorizzazioni di diverse squadre già presenti nei più importanti campionati. Dalla GP3 alla Indycar sia alla Formula uno.

La Lotus però è rimasta sempre un piccolo costruttore e, alla fine, il giocattolo di vetro si è rotto quando la DRB-Hicom è intervenuta, paventando anche l’opzione vendita ad un altro gruppo industriale, trovando così le risorse per completare l’acquisto della Proton. Voci in merito vedevano una prestigioso marchio inglese alla cinese Youngman, con tanto di nuova società in Gran Bretagna registrata col nome di Lotus Youngman UK Automotive Company Ltd. In Malesia per il momento smentiscono, ma qualcosa certamente si sta muovendo. Resta in piedi anche l’opzione (interessante) di Gerard Lopez, responsabile della Genii Capital e proprietario dell’omonima squadra di F1, alla ricerca di una cordata per acquistare il Gruppo Lotus. Difficile ma non impossibile.

Per adesso comunque la Lotus resta nelle mani della DRB-Hicom, intenzionata a non mettere la creatura (o almeno quel poco che ne rimane) di Colin Chapman in amministrazione controllata non escludendo rivoluzioni nel management ponendo uomini di fiducia, intenzionati al risparmio più che al rilancio vero e proprio. Nel mondo delle corse intanto si cominciano a perdere i pezzi. Intanto  l’avventura in Indycar è praticamente terminata. Due squadre tra cui la stessa “Lotus Indycar team” hanno abbandonato e le restanti due lamentano problemi al motore e mancanza di materiale. In Formula uno invece la struttura di Enstone sale sul podio con entrambi i piloti ma, oltre al nome e ai colori nero-oro, la stessa Lotus non ha praticamente più voce in capitolo vista la precipitosa fine dell’accordo tra le parti interessate. La situazione comunque non si è ancora stabilita ed altre sorprese sono in arrivo nei prossimi mesi. Vedremo.

Riccardo Cangini

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