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Sir Frank Williams,  titolare insieme al inseparabile socio Patrik Haed,  quando nel lontano 1989 perse la fornitura dei motori Honda e dovette ripiegare sul poco competitivo 10 cilindri Judd, ad un intervistatore disse,  che la Williams non faceva i motori, ma cercava di dotarsi del migliore in circolazione, nonostante il Judd sarebbe tornata a vincere. Dopo un periodo buio tutti ricorderanno i mondiali vinti con le vetture dal 1991 al 1993 e dopo dal 1996- 1997. Poi si è tornati nell’ombra con i Cosworth e una crisi che ha veramente messo in ginocchio il vecchio sulla sedia a rotelle. Il nobile della formula 1, , irriducibile,  ha continuato, ha stretto di denti e vendendo tutto quello che aveva, raschiando il fondo del barile con scelte anche discutibili per piloti che portavano sponsor ha finalmente raggiunto di nuovo la vetta del podio dimostrando ancora una volta che certa gente nasce per vincere, non importa come e quando, in che modo,  ma non restano mai fermi. La formula 1, questa formula 1, ha una necessità vitale che un personaggio del genere esista.

Quello che abbiamo visto oggi è il completamento di un progetto che con una grossissima lacuna di motore,  più volte è partita nelle prime 10 e ha terminato poche volte a punti nella passata stagione,  solo per l’inesperienza e la sfortuna. Oggi sulla pista più impegnativa del mondiale di formula 1 quella dove il telaio, la meccanica, l’aerodinamica sono fondamentali,  è venuta fuori una vettura che ha conciliato tutte queste qualità,  con un team che ha letto la gara come una squadra navigata di lungo corso.  Un pilota che ha forse metabolizzato gli errori fatti in precedenza.

La Williams è la quinta squadra che vince una corsa di un mondiale stranamente spettacolare,  dove ci sono tante squadre diverse a lottare per la vittoria. La federazione con l’appiattimento della componente motore,  ha messo in evidenza la forza delle menti e della fantasia dei tecnici giovani , sconosciuti di squadre che non hanno i mezzi delle grandi potenze della formula 1. La Federazione nel tentativo estremo di creare spettacolo,  ha ridato al pilota la sua funzione, non solo quella di guidare bene ma anche di saper come sfruttare una gomma che è sempre meno costante nelle sue prestazioni  e nel consumo ne è l’esempio lampante Hamilton che ha imparato a lottare per tutta la gara con la sua natura di attaccante con sorpassi spettacolari ma con una condotta di gara a risparmio di vettura e gomme.

Siamo sicuri che dopo la Williams anche la Lotus dopo due podi consecutivi,  a patto di evitare black aut strani, tornerà alla vittoria nel posto che merita la squadra che porta il nome che Colin Chapman volle dare alla sua creatura, in attesa che altre consacrazioni come la Sauber concretizzino la loro scalata al successo. Forse i proclami di Ecclestone erano eccessivi quando diceva che questa sarebbe stata la stagione più spettacolare con 7 titolati al via…ma siamo sicuri che sarà quella più bizzarra e variegata!

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1 COMMENT

  1. Mai prendere sottogamba gli uomini in sedia a rotelle. Quando meno te lo aspetti, danno calci nel sedere agli avversari meglio di tutti gli altri 🙂

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