In attesa del capitolo Monaco, la Formula uno è al centro di numerosi dibattiti circa il suo nuovo aspetto e possibilità con l’introduzione, soprattutto, delle gomme Pirelli. In appena due anni si è passati da una formula stabile, certa e molte volte noiosa ad una incerta, piena di variabili e soprattutto in grado d stravolgere tutti i pronostici. Un sogno per (quasi) tutti gli appassionati, decisamente meno invece per team e piloti. Michael Schumacher ha più volte criticato il fattore gomme, eccessivamente importante e non in grado di portare davvero al limite la vettura causa degrado della mescola. Il sette volte campione del mondo rimpiange la guida sempre al massimo livello, con gare suddivise in stint da qualifica grazie al cambio gomme e rifornimento carburante. Oggi invece, complice anche la partenza con serbatoio pieno, oltre a segnare tempi sul giro bisogna anche gestire il consumo, costringendo il più volte i piloti a guidare con parsimonia ed attenzione.

Seguono poi le squadre, in particolare quelle dai budget più sostanziosi. Mclaren, Ferrari, Red Bull e Mercedes sono partite con grandi ambizioni per poi raccogliere molto meno di quanto si pensava. Nessuno fino ad ora è riuscito a conferma un andamento di prestazione continuo, alternando vittorie e giri veloci a difficoltà e posizioni da centro gruppo. Il motivo si trova nell’utilizzo dei pneumatici, con un range di prestazione diverso da una gara all’altra. In questo modo ogni Gp parte con dei favoriti mai assoluti, lasciando ampi spazi a exploit come quello della Williams in Spagna. E’ lo stesso Christian Horner a sottolineare l’importanza delle gomme in questo mondiale: “Capire come funzionano le gomme e qual è la finestra di temperature in cui lavorano al meglio è essenziale per vincere” Settimana scorsa i migliori in questo senso sono stati gli uomini di Grove, alimentando ancora di più le polemiche all’interno del circus iridato.

Non è che le squadre di centro griglia hanno fatto un salto di qualità aerodinamico rispetto allo scorso anno” continua Horner “Ma è indubbio che abbiano fatto un grosso passo avanti dal punto di vista delle prestazioni”. L’evoluzione aerodinamica centra dunque in parte. Avere una monoposto efficace resta l’insostituibile base, ma molte lacune progettuali possono essere sopperiti con un accurato uso delle mescole morbide/dure fornite dal gommista italiano. Intanto però la Red Bull, squadra dominatrice di tutto il 2011, accetta mal volentieri la condizioni di inseguitrice: “Ora c’è bisogno di armonizzare tutto, e capire questi pneumatici non è affatto facile. Nico Rosberg ha dominato in Cina, ma in Spagna è stato inconcludente. È molto difficile fare delle previsioni per cosa accadrà al prossimo Gp: direi che è un incubo per i bookmakers. Ora la F.1 è una lotteria” Bisogna ricorda però che sono state le stesse squadre iscritte al campione a chiedere tale situazione, riducendo il gap tra le varie gomme in modo da poter differenziare strategia e possibilità. Ma il sorriso fa presto ad andarsene quando arrivano difficoltà e punti iridati da colmare.

Riccardo Cangini

 

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