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Paul Hembery, volto e voce della Pirelli nel campo della Formula uno, aveva previsto un degrado poco incisivo e appena uno/due pit-stop per vettura. Tutto puntualmente confermato nella sempre particolare gara di Montecarlo. Questa volta le mescole italiane non sono riuscite a prendere in contropiede le squadre del circus, bravissime a sfruttare al massimo il loro potenziale lasciando sino all’ultimo i proprio piloti, senza la girandola di pit-stop ormai consueta da un anno a questa parte. Condizione che ha favorito la gara di un ottimo Mark Webber, per la seconda volta vincitore a Monaco dettando quasi sempre il ritmo della corsa pressato da Rosberg. L’australiano per trionfare ha dovuto evitare qualsiasi tipo di errore e gestire la pressione sia degli agguerriti inseguitori che di una pioggia attesa ma, alla fine, mai davvero arrivata. Solo negli ultimi giri qualche timida goccia ha scombussolato gli animi, senza però rovinare la gioia della Red Bull e del suo pilota australiano. Sesto vincitore in sei gare svolte, un bel nuovo record nei sessant’anni di storia della massima formula.

Secondo posto per un consistente Rosberg ancora una volta in grado di tenere alto il nome della Mercedes, penalizzata da un Schumacher estremamente sfortunato. Il poleman (in sesta piazza causa scotto della penalità) alla partenza si tocca con Grosjean perdendo vitali posizioni, aggrava il suo ritardo causa un Raikkonen lento ma poco propenso ad essere sorpassato ed infine si ritira per problemi al pescaggio della benzina. Un week-end dolce per la sua 69esima pole position ma chiuso decisamente in sordina. Chiude il podio Fernando Alonso, comunque ugualmente propenso a far festa con i tecnici in rosso vista la sua leadership in classifica iridata. A Montecarlo la Ferrari aveva il passo gara dei migliori, restando attaccata al trenino dei primissimi sia con lo spagnolo che con un ritrovato Felipe Massa oggi sesto. La tattica dell’unica sosta ai box fatta si è rilevata perfetta, permettendo il sorpasso di Hamilton e centrando un surplus di punti in grado di tenere a bada un Vettel mai domo. Il campione del mondo in carica tira fuori un quarto posto grazie ad una strategia gomme tutta particolare, partendo con le soft e montando le supersoft dopo più di metà gara. Tutto possibile grazie alla guida estremamente efficace del tedesco, in grado di preservare le gomme ma nel contempo segnare giri competitivi. Il sorpasso ai danni della Ferrari numero 5 non è riuscito ma Hamilton e Massa invece si sono dovuti accodare, chiudendo proprio alle sue spalle.

La Mclaren chiude la parentesi del Principato con diversi musi lunghi. Il primo quello di Lewis, desideroso di lottare per il titolo ma ancora una volta autore di una gara non proprio incisiva. Peggio va al compagno di squadra Button, per tutta la domenica nelle retrovie e alla fine ritiratosi dopo un tentativo di sorpasso ad un focoso Heikki Kovalainen. Risultato quindi negativo per la squadra di Woking, partita come favorita ed ora costretto ad inseguite non solo la Red Bull ma anche una ritrovata Ferrari. Note negative anche per la Lotus, ben al di sotto delle proprio possibilità sia con Grosjean che Raikkonen. Il primo si è auto-eliminato già dalla partenza, rimbalzando prima da Alonso poi da Schumacher con tanto di testacoda finale. Safety Car e terzo ritiro stagionale annullando di fatto tutto il buono fatto nelle libere e qualifiche. Iceman invece non è praticamente mai stato della partita, accusando un degrado molto maggiore rispetto agli altri causa probabilmente tutt’altro che eccelso. Per lui nono posto dietro al duo Force India e davanti Bruno Senna, unica Williams rimasta causa il repentino ritiro di Pastor Maldonado, rimasto senza alettone anteriore nelle fasi concitate della partenza. Il calendario ora si sposta nella lontana e veloce Canada, con la situazione mondiale comunque incerta vista l’estremo equilibrio tra le varie monoposto. Il momento delle conferme sta arrivando. Qui sotto l’ordine di arrivo.

1. Mark Webber – Red Bull-Renault – 78 giri
2. Nico Rosberg – Mercedes – +0″6
3. Fernando Alonso – Ferrari – +0″9
4. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – +1″3
5. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – +4″1
6. Felipe Massa – Ferrari – +6″1
7. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +41″5
8. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – +42″5
9. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +44″0
10. Bruno Senna – Williams-Renault – +44″5
11. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +1 giro
12. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +1 giro
13. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – +1 giro
14. Timo Glock – Marussia-Cosworth – +1 giro
15. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – +2 giri

Riccardo Cangini

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1 COMMENT

  1. Che sfiga, povero Shumi…però alla fine dalla Mercedes gli hanno fatto sapere che se vorrà proseguire il prossimo anno loro ne saranno ben contenti. Il contratto aspetta solo la sua firma.

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