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Quello che sta succedendo quest’anno nel campionato di formula 1 2012 va oltre ogni più rosea aspettativa della federazione ma soprattutto di Bernie Ecclenstone di avere finalmente un mondiale combattuto tra tanti piloti e tante squadre. Oggi sul tracciato più impegnativo del mondo ha vinto Mark Webber,  il sesto vincitore diverso in 6 gare, cosa mai successa nella storia della Formulas 1. Questa situazione consente a chi non ha la macchina più competitiva ma il roulino più costante di comandare la classifica modiale piloti. Infatti con il terzo posto di oggi Fernando Alonso consolida anche se di poco la sua leadership del mondiale di formula 1 con una Ferrari che non è certo una vettura leader del mondiale.

Detto questo,  viene da chiedersi quanto di questo equilibrio è dovuto alla classe dei piloti, quanto invece ad un appiattimento generale delle qualità verso il basso sia delle monoposto che sono troppo vincolate all’equilibrio gomme telaio che di volta in volta penalizza o esalta senza mezzi termini una vettura piuttosto che un altra. Di certo questa situazione è dovuta alla scelta delle federazione di obbligare la Pirelli ad una soluzione tecnica per le mescole che da talmente tanta incertezza nelle prestazioni che nessun pilota ha veramente ancora capito come sfruttare questo tipo di gomme. In queste condizioni di imprevedibilità delle gomme,  vince chi ha la fortuna più che la bravura di capire al momento come si stanno comportando le gomme.

Certo un mondiale così serrato è un toccasana per una attività agonistica che ha subito dure critiche nelle ultime stagioni. Ma tant’è che l’attenzione si è spostata, le gare sembrano spettacolari, i sorpassi sono ancora pochi quelli veri ma poco importa alla fine i primi tre sono divisi da tre punti e un mondiale in queste condizioni lo si può vincere anche solo con tre vittorie, mentre i piazzamenti saranno il vero ago della bilancia finale.

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