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Per conquistare il primo centro targato 2012 ha dovuto non solo battere tutti i suoi avversari in pista, ma recuperare un importante distacco, coprire un’altra piccola imperfezione durante il suo ultimo pit-stop e sfruttare al massimo una tattica impostata tutta sull’attacco. Ma qui in Canada il feeling è stato ottimo sin dalla prima sessione venerdì e Lewis Hamilton ha piegato tutto e tutto con il suo indiscusso talento. Ci troviamo dunque di fronte al settimo vincitore in sette gare, un altro record di una stagione incredibile equilibrata ed in grado di mutare lo scenario praticamente da una gara all’altra. Di fianco al vincitore infatti troviamo addirittura Grosjean e Perez, felicissimi di un podio insperato dopo una qualifica vissuta sotto tono. Il segreto è stata quello di puntare ad una sola sosta, lo stesso fattore che ha cacciato indietro i protagonisti Vettel ed Alonso. Se Lotus e Sauber hanno tagliato la bandiera a scacchi con un eccellente passo gara, Red Bull e Ferrari non sono riuscite a difendersi dal degrado delle gomme. I tecnici di Milton Keyes sono riusciti a raddrizzare la situazione chiamando Vettel al pit-stop nel momento in cui Hamilton aveva facilmente riconquistato la prima posizione, mentre il muretto rosso ha continuato imperterrito con la propia strategia.

Alla fine Alonso non ha potuto fare altro che subire inerme, cercando di limitare i danni e chiudendo in una quinta posizione che, per la prima volta, non rappresenta il potenziale della monoposto. La F2012, anche in un circuito sfavorevole come quello del Canada, ha mostrato una eccellente forma superando con slancio le difficoltà di trazione e velocità di punta. Un punto fermo su cui ripartire, cercando di riprendere la testa del mondiale ora passata all’odierno vincitore anche se con uno scarto minimo di punti dal ferrarista. Peccato per Felipe Massa, partito combattivo e carico ma incappato in un rovinoso testacoda mentre era in quinta posizione. Un errore che ha stravolto completamente la sua gara, chiusa in una deludente decima posizione. Classica giornata no per la Ferrari, scavalcata in classifica costruttori dalla Lotus grazie al suo efficace pupillo Grojean ed un Raikkonen lontano dai migliori ma comunque in zona punti (8°). Mercedes si interroga sul perché Rosberg non sia riuscito a tenere la scia del gruppetto di testa già dopo pochi giri dal via e, soprattutto, di una incredibile sfortuna che ha colpito Michael Schumacher. Questa volta il sette volte campione del mondo ha abdicato a causa di un guasto al sistema DRS, rimasto clamorosamente aperto nonostante gli sforzi fisici (e grezzi) dei meccanici. Morale a terra per le frecce d’argento, con un sesto posto che ovviamente non soddisfa più Ross Brawn e soci.

Non proprio incisivo anche Mark Webber, settimo sempre lontano dal suo compagno di squadra, ma notte buia e fredda per Jenson Button, nel 2011 autore di una gara capolavoro ed oggi addirittura 16esimo con tanto di doppiaggio. L’ex iridato ha tentato la carta delle gomme soft già dalla partenza in modo da poter recuperare preziosi posizione durante il valzer del pit-stop, peccato che a mancare sia stato proprio il ritmo gara. A Valencia l’inglese dovrà rimettere ordine nel suo box e nella sua mente perché così non si può certo andare avanti. La Force India manca la zona a punti con entrambi i piloti, subito seguita Williams e Toro Rosso. L’argomento del dopo-gara sarà comunque incentrati sul perché la tattica dell’unica sosta non ha pagato ai Top-Team, mentre le più piccole realtà sono riuscite a gestire con efficace le delicate mescole Pirelli sovvertendo, anche a Montreal, ogni tipo di pronostico. Tra due settimane l’attenzione si sposterà su Valencia, con una lotta iridata pronta ad infiammarsi per davvero. Segue qui sotto la classifica finale.

 1. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – 70 giri
2. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +2″5
3. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +5″2
4. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – +7″2
5. Fernando Alonso – Ferrari – +13″4
6. Nico Rosberg – Mercedes – +13″8
7. Mark Webber – Red Bull-Renault – +15″0
8. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +15″5
9. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari – +24″4
10. Felipe Massa – Ferrari – +25″2
11. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +37″6
12. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – +46″2
13. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +47″0
14. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +1’04″4
15. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +1 giro
16. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +1 giro
17. Bruno Senna – Williams-Renault – +1 giro
18. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – +1 giro
19. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – +1 giro
20. Charles Pic – Marussia-Cosworth – +3 giri  

Riccardo Cangini

 

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6 COMMENTS

  1. Con due decimi di pressione in più avrebbe tranquillamente risolto. Ma avrebbero dovuto deciderlo durante il primo pit-stop, e questo dimostra che la strategia è stata realmente cambiata a venti giri dal termine. Chi ha fatto una sola sosta lo sapeva fin dall’inizio, e ha fatto la pressione di conseguenza. Con due pit-stop si fa una pressione un filo inferiore a scapito della durata della gomma, per farla scaldare in fretta nel primo giro di rientro: percorre meno giri, ma li fa con un’aderenza migliore. Sinceramente credevo che l’indecisione fosse solo una finta per non fa capire agli avversari la strategia e che avessero gonfiato le gomme per arrivare in fondo.

  2. a me stanno venendo dei dubbi che questo campionato sia regolare, quando vedo dei team fare 40 giri con le supersoft e andare piu’ forte alla fine che all’inizio mi vengono dei forti dubbi. idem quando vedo due macchine dentro lo stesso team avere prestazioni cosi’ diverse, una a podio l’altra nelle retrovie.
    c’e’ qualcosa che non mi torna in queste gomme…..

  3. La gara è stata interessante, peccato per la Ferrari che come al solito sembra gestita dalla fioraia di Maranello in crisi ormonale…
    Interessante la supercazzola di Domenicali a fine gara….non ci ho capito una mazza…
    Grande Ginetto Hamilton che ha fatto un garone

  4. Lo sapevo, lo sapevo che avrebbe vinto il grande Luis! 🙂
    Se l’ho capito io che Alonso si sarebbe dovuto fermare a cambaire le gomme, come mai gli espertONI non lo hanno capito??
    Mistero…

  5. smeriglio, mi sa che qui c’e’ qualcuno che gioca con le gomme, ha ragione Domenicali, ci sono stati team che ahnno fatto 40 giri con le supersoft senza nessun calo, inspiegabile. poi 7 vincitori su 7 gare, la william che dal nulla vince una gara e poi ritorna nel nulla. se accadesse una cosa del genere in motogp o in sbk ci verrebbero forti dubbi, o no?
    qui al pubblico la menano con la storia delle gomme ma mi sa che dietro c’e’ dell’altro, non credo che ferrari e red bull siano diventati scemi improvvisamente.

  6. Il mio pensiero è espresso nell’editoriale di sta mattina. L’ho scritto sta mattina a mente fredda per evitare che la delusione interferisse con la logica…ma ancora mi domando come possibile che uno che so tanti anni che sta in formula 1 non abbia ancora capito nulla!…ma soprattutto adesso di chi è la colpa…chi sarà a rimetterci la testa?…quando non andavano gli scarichi volevano silurare Tombazis…Poi Massa perche la macchina non andava….e ora?..C’è gente all’estero che per amor proprio si dimette per molto meno!

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