Si è tornati a Maranello con un umore non certo euforico visto il piazzamento lontano dal podio, ma con la convinzione di averci provato sino in fondo. In un mondiale 2012 così incerto e soprattutto combattuto i 25 punti riservati al vincitore sono un piatto estremamente invitante e per averlo, qualche volta, bisogna pure rischiare. Può andare bene come può andare male, ma l’importante è rimanere nella partita a giocarsi il traguardo più grosso. E su un circuito da velocità di punta e trazione la Ferrari è riuscita a tenere il passo di Mclaren e Red Bull, cosi praticamente inimmaginabile all’inizio della stagione. Per questo la delusione per un risultato non alla altezza viene mischiato con la felicità nell’essere riusciti a finalizzare il tanto sperato recupero tecnico, tanto da poter contendere il gradino più alto del podio sino agli ultimi giri in quasi tutte le ultime gare. Lo stesso Alonso, al solito difensore della strategia di gara e in totale accordo con le decisione prese dal muretto rosso, vuole premere su questo aspetto: “La vettura è stata competitiva praticamente per tutta la gara: non è stata la più veloce perché qui la McLaren, com’era nelle aspettative, era velocissima ma sicuramente abbiamo fatto un passo avanti come prestazione

Bisogna però capire il perché le Pirelli siano praticamente collassate a dieci giri dalla fine, mentre la Lotus e la Sauber hanno tagliato il traguardo senza problemi nonostante anche loro fossero su un unico pit-stop: “Dobbiamo capire come migliorare il degrado delle gomme: ciò può dipendere anche da fattori minimi come pochi gradi di differenza in più o in meno nella temperatura, anche se qui magari siamo proprio arrivati alla fine della loro vita” Comunque il bilancio continua ed essere con segno +: “Non è un mondiale di pneumatici ma ogni dettaglio va curato per poter puntare alla vittoria. Per la prima volta quest’anno non abbiamo soltanto cercato di minimizzare i danni anzi abbiamo mirato al bersaglio grosso: è un segnale positivo e ora lo dobbiamo confermare a Valencia e a Silverstone. Sicuramente torniamo a casa con più fiducia nelle nostre possibilità perché questo è stato il passo avanti più importante che abbiamo fatto in termini di sviluppo della vettura da tanto tempo a questa parte”.

Anche il Team Principal Stefano Domenicali si presenta con il sorriso, soprattutto in ottica futura: “Abbiamo fatto un passo avanti importante in termini di prestazione, segno che il duro lavoro fatto in questi mesi comincia a pagare davvero e di questo voglio ringraziare tutte le persone che a Maranello hanno dato l’anima. Dobbiamo continuare così: altre novità arriveranno a Valencia e poi ancora a Silverstone. La chiave della stagione è continuare a spingere sullo sviluppo della monoposto e, nello stesso tempo, comprendere come gestire al meglio il rendimento degli pneumatici  La lotta quindi continua e già dal prossimo round la squadra del cavallino rampante cercherà di conquistare quei punti persi in Canada. Ovviamente ora tutta l’ottica è in funzione della lotta iridata, con Hamilton e Vettel praticamente appaiati ad Alonso in classifica iridata e con una vittoria a testa. Dopo ben sette vincitori diversi in sette gare, forse Valencia sarà il primo tracciato ove si riuscirà ad avere un primo bis. Il primo che si riporta a casa la coppa più grossa potrà costruire già un minuscolo vantaggio, vitale in un mondiale estremamente equilibrato. La lotta inizia a farsi tosta.

Riccardo Cangini