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Ormai è da diversi anni che il mondo deve affrontare una dura crisi economica in grado di colpire praticamente ogni settore. Tra i più colpiti vi è il mondo automobilistico con ovvi riscontri anche nella parte dedicata alle corse. Clamorosi ritiri, riduzioni di progetti e una disperata ricerca di fondi, sia nelle serie cadette che in Formula uno. Il progetto della FOTA praticamente è crollato sotto i colpi dei soliti veleni e dissidi tra le varie squadre mentre di nuovi soldi e fondi, purtroppo, neanche l’ombra. Il cambiamento quindi più che una missione diventa un imperativo: “La situazione economica mondiale, ed europea in particolare, è molto seria e il mondo della Formula 1 non può non prenderne atto” ha dichiarato Luca Cordero di Montezemolo sul sito ufficiale della Ferrari “Non possiamo più perdere tempo: bisogna affrontare con urgenza e determinazione la questione dei costi. La Ferrari condivide la posizione della FIA in merito alla necessità di un intervento drastico. Siamo assolutamente convinti che, come ho sempre detto, le squadre e il detentore dei diritti commerciali debbano lavorare insieme alla Federazione su questo fronte

Parole però quasi mai passate ai fatti. Le diverse idee sul tavolo, più volte comandate da interessi più personali che per un reale abbattimento dei costi, si sono sempre arrestate tra discussioni e posizioni totalmente divergenti. Più il tempo passa però più sarà difficile rinviare la decisione, e lo stesso presidente del cavallino è conscio che bisogna muoversi al più presto: “Non è più il momento di traccheggiare in sterili discussioni o nei meandri delle opinioni degli ingegneri, spesso impegnati soltanto a difendere le rendite di posizione di qualcuno: la questione va affrontata ai livelli più alti, senza indugio” Resta da capire se effettivamente tutto questo succederà o, ancora una volta, buoni propositi ed intenzioni resteranno mera carta subito stracciata. La stessa delicata questione dei nuovi propulsori è legata a doppio filo da questo argomento. La FIA vuole fare introdurre i motori V6 turno da 1600 cilindrata per dare un nuovo impulso tecnico alla massima formula, incentrata sul risparmio e tecnologia di recupero energia da, in un secondo tempo, trasferire anche nella produzione di serie.

Un importante passo tecnologico già affrontato con estrema serietà dai massimi costruttori presenti in griglia. Ma anche qui vi sono decisi scontri. I piccoli team infatti vorrebbero allungare ancora la vita degli attuali V8 anche dopo il limite del 2014, impauriti dall’aumentare dei costi  di queste nuove unità. I grandi costruttori non sono però disposti a rinviare ancora visto che, ormai, i progetti sono già passati alla fase del banco prova. Una soluzione per ridurre questi costi sarebbe quella di allungare la durata del motore ad un periodo di cinque anni: “E’ vero che i motori nuovi costeranno il doppio di quelli di 10 anni fa” ammette Norbert Hug “…ma in primo luogo è dovuto al duro lavoro dei costruttori. E’ ovvio che se si introduce un nuovo motore questo costerà di più nella fase iniziale, ma se ne allungassimo il periodo vitale a cinque anni, le spese verrebbero spalmate in modo da riportare i costi in linea a quelli attuali, o poco più” Purtroppo il periodo d’oro è finito ed ora tocca massimizzare gli sforzi per rimanere in piedi. Toccherà però farlo tutti insieme perché la vera forza deriva, come sempre, dall’unione.

Riccardo Cangini 

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