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Quello che stiamo vedendo oggi è un campionato del mondo MotoGP che ha quasi del surreale:

due categorie distinte e distanti tra loro corrono insieme, le MotoGP “vere” sono solo 12 di cui “buone” appena 4 o 5 moto. Ma come si è arrivati a questo momento? Qualcuno di voi lettori ricorda l’inizio della MotoGP nel 2002?

Nuove moto 4 tempi insieme alle buone “vecchie” 500 2 tempi, team ufficiali, team clienti, factory artigianali che sfornavano esperimenti a ripetizione. C’erano soldi, interesse da parte degli sponsor, case interessate ad entrare nel mondo della MotoGP per essere parte dell’eccellenza motociclistica. Ma cosa ha portato il fantastico mondo della MotoGP al collasso? Solo la crisi economica? Vediamo insieme alcune cause di questo declino.

L’ORGANIZZAZIONE

Da quando la Dorna organizza il mondiale bisogna dire che si sono fatti notevoli passi avanti a livello di visibilità, ma il merito non è solo loro, perché in questi ultimi 3-4 anni si è vista la totale confusione in cui sta l’organizzatore.

Quando le cose andavano bene (ovvero c’erano soldi, piloti, si incassavano parecchi milioni di diritti tv e dagli autodromi) era facile cantar vittoria, ma nell’euforia generale pare che si siano persi qualcosa. Nessuno si è accorto che l’escalation di successo della MotoGP dal 2002 al 2009  si è basata in gran parte su una persona: Valentino Rossi.

L’apice del successo della MotoGP si è raggiunto probabilmente nel biennio 2004-2005, il passaggio vincente di Rossi alla Yamaha e i suoi duelli contro Gibernau e Biaggi sono stati a dir poco epici. Ma proprio la fine del 2005 ci fu un avvenimento che a parere mio segna l’inizio della fine: l’esilio di Max Biaggi, uno dei talenti che ha segnato la storia del Motomondiale.

Da li in poi la lenta discesa: la scelta di Honda fece chiudere il team Pons e fece capire chi, forse, aveva tenuto in mano le redini di molte cose. Ma la crisi appariva ancora lontana perché Valentino, dopo aver passato due stagioni senza vincere il titolo (2006-2007), ritornò vincente nella nuova classe 800 voluta con insistenza dalla Honda a suo dire per “sicurezza”.

Il 2010 da un segnale importante: Rossi si frattura una gamba al Mugello e salta, oltre alla gara italiana, altre 3 gare. Nelle gare in cui il pesarese è assente crollano, almeno in Italia, gli ascolti e cominciano a vedersi le prime crepe profonde in un sistema che è ormai malato da tempo. Da li in poi parte una sorta di campagna di ricerca del “nuovo Messia”, fino ad ora senza successo; poteva essere Simoncelli, ma ci è stato portato via anzitempo.

GLI EQUILIBRI POLITICI

Questo è un altro punto delicato affrontato in maniera incredibile dall’organizzatore. Con quest’anno si è finalmente palesato che le regole sono fatte sempre seguendo quello che alza di più la voce. Negli anni passati tutte le modifiche regolamentari e non, sono state fatte per compiacere la Honda, con la Yamaha che semplicemente si limitava ad avallare qualunque cosa.

Si è poi fatta avanti una terza piccola ma resistente forza: la Ducati. La casa bolognese ha stravolto tutti con scelte azzardate ma che alla lunga hanno pagato, una su tutte la scelta nel 2004 di passare a Bridgestone che ha portato la Ducati a staccarsi dall’egemonia francese della Michelin per diventare indipendente ed avere un gommista per sé. Questo grazie alla lungimiranza (o botta di fortuna) del management Ducati, in particolare di Livio Suppo, e nel 2007 è arrivato il titolo con Stoner.

Poi va anche considerato quanto avviene dietro le quinte, spesso non palesato se non a mesi di distanza: compromessi vari fra costruttori che non hanno nulla a che vedere con le gare e con delle soluzioni a largo respiro, si tratta quasi sempre di compromessi politici, se io accetto questo allora mi lasciate libero di fare questo … nemmeno più regolamenti paritetici ma tutti sotterfugi per bloccare questa o quella soluzione tecnica.

I REGOLAMENTI TECNICI

Proprio partendo dagli equilibri di cui sopra parliamo di regolamenti, ormai bistrattati e usati come armi in una guerra senza quartiere. Negli ultimi 10anni le regole sono cambiate radicalmente almeno 4 volte: passaggio da 2T a 4T, dalle 1000 alle 800, il monogomma e di nuovo dalle 800 alle 1000.

Questi sono solo i più evidenti, ma in verità il regolamento è cambiato di anno in anno addirittura con eccezioni varie (quella della Suzuki per i rookie per esempio, tutte le deroghe per le CRT e altre amenità).

Per limitare la Ducati il duo Honda-Yamaha impose un limite di pressione dell’iniezione, poi un limite dei serbatoi, appena all’inizio di quest’anno a progetti ormai definiti hanno cambiato il peso minimo aumentandolo e facendo andare su tutte le furie la Honda.

Per non parlare della regola dei rookie che doveva, a detta di Ezpeleta, favorire i team satellite per trovare sponsor facendo salire dalle classi minori un potenziale campione sul quale si poteva scommettere. Il tutto dopo che ovviamente hanno potuto debuttare sulle moto ufficiali Pedrosa (2006) e Lorenzo (2008), ma che hanno negato l’accesso diretto a Spies, Crutchlow, Bradl.

La regola dei rookie avrebbe dovuto favorire i team privati che al contrario si sono dovuti sobbarcare il lavoro di apprendimento dei giovani, il che è costato soldi (vedi danni alle moto) e tempo, perché un giovane non rende da subito. E intanto il team privato magari si è perso l’occasione di avere un nome di peso che poteva portare qualche punto.

Ora la Honda e la Repsol per far salire il beniamino Marquez vogliono togliere questa regola e lo faranno. Repsol ha esplicitamente detto che il suo marchio è legato in maniera indissolubile al ragazzino spagnolo e non ne vuole sapere di cambiare piani. Dorna rinuncerà ai milioni della Repsol? Certamente no.

Ma il regolamento è passato anche per: numero limitato dei motori, limite nel numero di gomme, limite dei test cambiato diverse volte, alesaggio massimo dei motori e via di seguito. Il tutto di stagione in stagione, capite bene che le case più deboli hanno faticato a stare al passo e se ne sono andate. Inoltre questo cambio di regole continuo (e con regole assurde) ha di fatto falciato tutti i team indipendenti (la KR ne è un esempio).

I regolamenti futuri inoltre sono ancora più fantasiosi: si vuole imporre la centralina unica col limite massimo di giri, è di fatto imposto grazie al limite di alesaggio anche il frazionamento del motore, il tutto per favorire questa classe di mezzo che è la CRT.

PAROLA D’ORDINE: RISPARMIARE

Non si sente parlare di altro: bisogna risparmiare, i leasing hanno costi assurdi, le case ci marciano e distruggono i team privati. Ma da cosa è nata questa situazione? Proprio dai regolamenti! Regole che hanno portato a poter partecipare solamente le Case al Mondiale GP, perché sono le uniche in grado di poter sviluppare certe tecnologie.

Ma queste regole hanno fatto risparmiare? Assolutamente no!

La regola per limitare a 6 i motori in una stagione era pensata perché così i team avrebbero fatto girare meno le proprie moto, avrebbero costruito meno motori e si sarebbe risparmiato. Peccato che i soldi risparmiati in produzione o consumo siano evaporati con costi di ricerca e sviluppo per far durare un motore da competizione (che gira a 16000 giri quando va piano) 1500km invece di 500km.

I costi sono lievitati enormemente: i costruttori non hanno più potuto spalmare i costi di progettazione e produzione su più motori. Per chi non lo sapesse le cose vanno pressapoco così (maniera molto semplice): io costruttore spendo 100 per progettare, collaudare e mettere in produzione un motore più 10 per la produzione di ogni motore.

Se produco 10 motori, un motore mi costa 10 di progettazione più 10 di fabbricazione vera e propria: totale 20.

Se ne faccio solo 3 un motore mi costa 33,3 di progettazione più 10 di costruzione: uguale 43,3.

Far produrre meno motori ha fatto lievitare i costi, senza contare che ogni anno questi motori sono stati modificati e adattati ai cambiamenti i regolamento con ulteriori costi di ricerca e sviluppo.

Per non parlare del monogomma che, come ho sempre detto, ha fatto risparmiare solo la Bridgestone. I giapponesi hanno prodotto una carcassa e quattro mescole, e hanno costretto le case ad adattare i propri progetti alle gomme, cosa assolutamente assurda. E anche li i costi sono lievitati in concomitanza con le figuracce (vedi Honda dal 2007 al 2009, Ducati dal 2010 in poi).

Prendere esempio dalla Pirelli in SBK no?

LE CRT

Altra malsana idea: moto con motore derivazione SBK e telaio libero. Risultato: Aprilia RSV4 in ogni dove. Si è cercato di riprendere l’obrobrio tecnologico della Moto2 (che spero diventi presto come la Moto3 con motore libero), col risultato che tutti vediamo. Moto lentissime che di fatto riempiono solamente la griglia e dopo 2 giri sono lontane anni luce.

IN CONCLUSIONE

In tutto questo marasma ci si è messa pure la crisi economica mondiale: come detto in QUESTO ARTICOLO il prossimo anno la Ducati potrebbe fare a meno delle due moto satellite anche a causa della crisi che ha portato Pramac alla liquidazione.

I grossi sponsor come Telefonica o Camel si sono allontanati così come si allontaneranno le case nell’eventualità di un regolamento 2015 che prevede centraline uniche e altre cose del genere.

Inoltre in un paese importante come l’Italia, dal 2014 le gare saranno solamente su Sky e si potranno vedere a pagamento. Quanto calerà il bacino di utenza? Di parecchio, ve lo garantisco. E quindi che fine farà la MotoGP?

Sinceramente non lo so, ma posso immaginarlo e le possibilità sono diverse: potrebbe venire inglobata nella SBK visto che fanno parte dello stesso gruppo, sparendo.

Oppure potrebbe tornare ai livelli di 20 anni fa con meno televisioni e magari ad un livello più “umano”. Chi vivrà, vedrà, ma se non cambiano strada in fretta l’estinzione è vicina.

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23 COMMENTS

  1. buongiorno buona girnata a tutti,

    Smeriglio complimenti ottimo articolo, complimenti davvero,!!!!

  2. Chissa’ come ne si viene fuori da questo disastro piu’ volte annunciato … una moto3 in stile moto2 ???? Ma con una maggior scelta di motori ???

  3. Grande Smeriglio, speriamo che questo sia il primo di una serie di articoli (non solo su internet, ma anche sulla carta stampata) che sensibilizzi un po` l`opinione pubblica su quello che sta succedendo al “nostro” motomondiale.
    Qualche soluzione ci sarebbe, prima fra tutte la vendita da parte delle case ufficiali, delle moto vecchie di un anno ai team privati. Allora si, potrebbero spalmare le spese di progettazione su piu` motori e ricaverebbero qualcosa dalla vendita dei prototipi, tanto con i motori punzonati non si possono aprire e quindi non ci sarebbe dispersione di tecnologia.La centralina unica sarebbe secondo me un`ottima cosa, ma solo se ci fosse liberta` di motori (nel senso via quella regola sull`alesaggio che non si puo` proprio vedere) e magari anche con una regolamentazione piu` permissiva sul carburante.
    Sulle crt ti sei dimenticato di scrivere che i motori derivati dalla sbk sono “castrati” per durare almeno tre gare, mentre in sbk sono liberi e ben piu` performanti.

  4. la storia dei costi e’ una balla,
    la spesa per la motogp in aziende come bmw, honda, yamaha, suzuki o kawasaki incide come un cornetto a colazione per noi.
    sono le regole che non vanno, piu’ si cerca di imbrigliare l’uomo e piu’ questo scappa.

  5. analisi molto bella,mi permetto solo di dire che l’instabilità regolamentare e la crisi economica sono forse le due cose che stanno pesando.se nel 2006 non fosse cambiato niente forse oggi le cose andrebbero un po’ meglio.si deve trovare una soluzione per i team privati,forse le gp dell’anno precedente sono la scelta migliore,e anche meno cavilli sulla progettazione e sulla gestione del motore renderebbero il costo più umano per una qualsiasi squadra satellite.

  6. La cosa che mi stupisce è come non se ne siano resi conto. La stabilità regolamentare è la base su cui progettare una solida base di un campionato. Cambiare le regole ogni anno, tra l’altro aggiungendone di assurde, è un suicidio.

    La Honda ha già detto che lei con le CRT non ci correrà mai…

  7. Che facciano due campionati al momento è da escludere, a maggior ragione adesso che Dorna e IMS sono duella stessa holding…Scusa perchè dovrebbero fare un campionato solo se possono guadagnare con due?
    Lo sai che Dorna incassa decine di milioni dalle TV come Sky? e lo sai che IMS incasserà altri bei soldoni da Mediaset?
    Che sia in crisi la motogp non si discute, ma è una cosa “tecnica”, il giochino in realtà – per molto aspetti – funziona ancora benissimo, dai retta a me…

    e poi ti sembra che si può parlare di crisi irreversibile quanto Rossi incassa 12 milioni dalla Ducati e Lorenzo addirittura 14 da Yamaha? se fosse una categoria in crisi perchè due multinazionali di questo livello dovrebbero investire cosi tanti soldi?

    Studiate i dati, guardate la realtà e non date retta alle cagate che scrivono sui blog catastrofisti.
    Bell’articolo comunque, solo non tiene conto di parecchi fattori economici di cui agli appassionati importa zero, ma a chi maneggia i soldi e tiene in mano il destino delle moto (SBK e MotoGP) interessano moltissimo

  8. il motomondiale è cambiato (scontata verità). In 10 anni la Dorna è riuscita a rovinare lo sport più bello e a trasformarlo in business puro. Sono convinto che si arriverà in breve a un collasso completo di questo sport. Hanno preso delle direzioni completamente sbagliate che sul lungo termine non hanno pagato e saranno distruttive nel giro di un paio di anni. Personalmente mi ha stancato, non lo seguo più con passione. Mi dispiace ma è così. Se la domenica voglio vedere una bella gara mi guardo Cairoli nel motocross. Altrimenti… esco in moto 🙂

  9. Tra le altre cose… il solo fatto che i diritti tv per l’Italia (che come si dice giustamente nell’articolo è un paese “pesante”) siano stati venduti a una pay per view la dice lunga sulle sensazioni che la Dorna ha in questo momento: hanno fatto l’ennesimo affare last-minute, in previsione di un botto inevitabile che sanno bene che capiterà da qui a poco. PRENDI I SOLDI E SCAPPA… Non è più sport.

  10. Elli: grazie del commento bene articolato. Ti diró, io non sono un catastrofista e tanto meno mi faccio influenzare da quello che dicono altri blog. Il mio voleva essere un editoriale per mostrare un pochino la situazione attuale…..non essendo un addetto ai lavori, certamente come dici tu mi mancano alcuni tasselli.
    Detto questo, come scritto a fine articolo, le strade potranno essere due. o uniscono i campionato, e nemmeno io ne sono proprio convinto….oppure si ridimensiona tutto e la cosa mi pare la piu plausibile.
    L’unica cosa di cui credo si possa essere certo è che per un campionato servono moto, e servono le case. se le regole in cantiere andranno in porto la honda ha gia detto che non intende partecipare….e a quel punto che fa dorna?
    Giustamente tu dici che se pagano cosi tanto rossi o lorenzo l’interesse c’è, ma commercialmente il prodotto motogp deve essere in grado di continuare a vendersi altrimenti anche i finanziatori potrebbero allontanarsi.
    Il problema di base secondo me è proprio questo: si è cercato di fare di uno sport un prodotto, che è intelligente come stratwgia, ma il prodotto deve rimanere appetibile.

  11. tirate sempre in ballo i soldi, ecco infatti cosa e’ diventata la motogp, uno spettacolo per guadagnare. la competizione e’ in secondo piano.

  12. Smeriglio, bell’articolo.
    E complimenti anche agli altri per gli ottimi commenti.

    Smeriglio, cosa intendi per “prendere esempio dalla PIrelli”, cos’hanno fatto in SBK?

  13. peraps: la Pirelli compie uno sviluppo costante durante tutto l’anno, porta soluzioni diverse ad ogni gara e non solamente mescole, ma anche carcasse.
    Questo permette ai team di poter scegliere la gomma migliore per loro. Fai conto che a Misano la Pirelli aveva portato 5 soluzioni differenti.

    La Bridgestone invece produce le gomme per lotti tutti uguali, addirittura nelle stagioni scorse aveva le gomme già pronte a gennaio per tutta la stagione!
    Manco io nei trofei compravo le gomme di gennaio per usarle a ottobre….

  14. Ma se il regolamento così fa abbastanza pena, e cambiare continuamente è un suicidio, cosa sarebbe meglio fare?

    Fare giurin giurello sulla stabilità delle regole nei prossimi anni sperando di far entrare nuove case, oppure dare un ultimo colpo, togliendo molti vincoli, soprattutto in progettazione, e sperare che il campionato tenga botta finché negli anni a venire possare entrare altre case o altri team privati?

  15. in Italia cmq la SBK, passando su Mediaset ed essendoci diversi piloti italiani competitivi, prenderà un impennata di ascolti, la gente scoprirà che è una categoria molto divertente e l’anno dopo quando sarà su Sky la motoGP sarà una cosa d’elite per appassionati.

    La gente “normale” al bar parlerà della SBK.

  16. Quello che mi dispiace è che la gente parlerà della SBK come dici tu, dopo averci sputato sopra per anni….

    Per il discorso regole: togliere le regole assurde e tenerle stabili. La Motogp serve per fare ricerca quindi non va limitata.
    Ezpoeleta pensa di fare della motogp la f1 a 2 ruote, ma si è sbagliato di grosso

  17. @Elli, vorrei sottolineare che quello che guadagna Valentino lo sa solo la Malboro-Phil Morris che lo paga direttamente e che lo ha ceduto alla Ducati e lui, la Ducati non scuce una lira, in piu’ la Malboro passa una barcata di soldi alla Ducati per fargli fare la moto di cui Valentino ha bisogno per vincere un mondiale. Se la Malboro si stufa di pagare la Ducati chiudono in MotoGP e passano in SBK in blocco, magari pure Valentino li segue a ruota…. adesso arriva la AUDI potrebbe cambiare tutto.

    Che Lorenzo guadagni 14 milioni non lo sa nessuno e sono tutte supposizioni, onestamente ho i dubbi che la Yamaha paghi queste cifre.

    La Yamaha a differenza della Honda che ha la Repsol che scuce soldi come una fontana( di petrolio ), si deve arrangiare da sola con qualche sponsor ma non cosi’ munifico come Repsol o Malboro, non a caso hanno chiuso in SBK per spostare tutto il loro budget su MotoGP.

    Concludo non vedo questi grandi soldi garantiti … possono sparire da un momento all’altro.

  18. be smeriglio dai,la gente che ha o che spota sulla sbk?ma quelli nn li devi calcolare,sicuramente e gente che alla domenica guarda le gare di gp solo xche a quell’ora sono a casa a vivaccare sul divano nn sapendo che fare e siccome alle 14.00 in tv nn ci son ragazze scosciate con le gonne a modo giropassera guardano la gp x vederne qualcuna,e poi al bar tra un pirlo un campari e un prosecco cercano di fare i so tutto io parlando di calcio di passerine appunto,i piu colti di politica (dicendo come si stava bene quando craxi era presidente della republica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) e ogni tanto ci buttano li un pensiero astratto sulle moto 500cc 2t (e si xche ce anche chi e convinto che corrano ancora con quelle)quindi ti prego nn dare peso alle masse che parlano di moto che conoscono meno di quanto io conosca l’amazzonia.
    pensa che un mio vicino di casa che appartiene a questa categoria si ostinava a insistere che i piloti di motogp nn facciano fatica o sforzo fisico nel guidare.
    io mi on detto ok con questo bisogna ricominciare tutto sin dall’inizio,e o iniziato a dirgli :su dai ripeti con me,MAMMA PAPà CACCA PIPI………………………….DALTRONDE CON CERTA GENTE CHE CI DEVI FARE.

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