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Doveva essere una gara già decisa, chiusa da un sabato estremamente amaro ed una pista nemica di spettacolo e sorpasso. Tutto perfettamente smentito da una domenica pazza, incerta sino all’ultimo e ricca di emozioni tra sorpassi, illustri ritiri e duri contatti. Tantissimi episodi più o meno decisivi per il risultato finale, capace di scrivere un podio decisamente sotto il segno del cavallino. A Valencia, altra gara in terra ispanica, Alonso coglie il suo secondo successo targato 2012 seguito a sua volta da due ex-ferraristi: Raikkonen e il quarantenne Schumacher. Una foto indimenticabile per gli uomini e tifosi di Maranello, da archiviare nei ricordi più belli con un trofeo estremamente brillante ai fini della classifica piloti.

E pensare che già dopo solo venti giri il gradino più alto del podio pareva al sicuro delle mani di un incredibile Vettel e Red Bull. Il poleman già dal via aveva deciso di chiudere i giochi, scappando dal folto gruppo degli inseguitori e macinando un ritmo inarrivabile per chiunque. Quasi un secondo al giro ai danni di un ottimo Grosjean, molto a suo agio grazie ad una Lotus efficace con asfalto rovente. Neppure una Safety Car entrata causa i detriti lasciati in pista dalla Toro Rosso incidentata di Vergne era riusciti a riaprire la gara, finché la monoposto numero uno non ha improvvisamente rallentato lasciando a piedi un furioso campione del mondo.

Intanto lo spagnolo ha infiammato le tribune con sorpassi decisi ed efficaci, sfruttando al massimo la strategia impostata tutto sull’attacco da parte del muretto e portandosi al ridosso dei primi. Poi due momenti chiavi che hanno portato l’asturiano davanti a tutti: in primis il ritiro di Vettel e un fulmineo duello vincente con il francese Grosjean, aprendo davvero le possibilità di una inaspettata vittoria.

La nera Lotus numero dieci è comunque rimasta in scia, pericolosa e sicura di potersela giocare sino all’ultimo metro. Ma la Formula uno è un gioco particolare, ove bisogna avere coraggio, performance e il sempre presente fattore della affidabilità. E il motore V8 Renault non solo ha tradito il tedesco Sebastian ma anche lo stesso Grojean, fermatosi a bordo pista nell’ultima intesa parte di gara. Gli unici piloti in grado di negare il trionfo ad Alonso sono quindi rimasti Hamilton e Raikkonen, per tutta la durata della corsa presenti nel gruppetto dei primissimi e pronti ad acciuffare la prima posizione proprio negli ultimi giri. Il distacco però dal leader è sempre rimasto sui tre secondi abbondanti, a riprova di una gestione perfetta dei pneumatici da parte dello spagnolo. Tutti si aspettavano un tracollo da parte della F2012, famosa per consumare eccessivamente presto le mescole Pirelli, ed invece questo scenario è toccato alla Mclaren di Hamilton con esiti assolutamente negativi.

L’ex iridato non solo si è visto sfilare da “Iceman” ma ha cercato di tenere testa ad un carico Maldonado molto veloce con la sua Williams. Staccate al limite e più curve affrontate praticamente appaiati, prima di un duro contatto tra i due che ha interrotto anzitempo la gara del pilota inglese. Uno zero pesantissimo per Lewis che inconsapevolmente ha messo al sicuro la vittoria della prima guida Ferrari.

Come ci si poteva aspettare, la bandiera a scacchi è stata accolta con un tripudio da parte della squadra italiana e di tutto il pubblico spagnolo presenti sugli spalti, a chiudere una delle più belle edizione del Gp d’Europa. Festa anche per il box Mercedes con Schumacher tornato sul podio tramite una strategia particolare ma che alla fine ha pagato grazie ad un pizzico di fortuna. A punti le Force India di Hùlkenberg e Di Resta, agevolmente con i migliori per tutto il fine settimana. Male Felipe Massa precipitato 16esimo dopo uno scontro con la Sauber di Kobayashi, tutti e due fuori dai giochi.

Da sottolineare infine l’eccellente quarto posto di Mark Webber partito nella parte bassa del griglia, unica nota positiva in un week-end dal sapore amaro per la Red Bull. Solamente il fato e le regole uniche del motorsport hanno impedito al geniale Adrian Newey di affermare la sua RB8 come la più forte, ora però tornata a tutti gli effetti la monoposto da battere ed una arma letale nelle mani di Vettel, ricalcando i fasti di un anno fa. Di certo Alonso e la Ferrari cercheranno di resistere agli assalti dei campioni del mondo in carica, sfruttando al massimo l’attuale prima posizione nella classifica piloti e cercando di rendere la monoposto rossa sempre più veloce ed efficace. Il mondiale non è per nulla finito e a Silverstone lo scenario potrà mutare per l’ennesima volta. Segue classifica finale:

1. Fernando Alonso – Ferrari – 57 giri
2. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +6″4
3. Michael Schumacher – Mercedes – +12″6
4. Mark Webber – Red Bull-Renault – +13″6
5. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – +19″9
6. Nico Rosberg – Mercedes – +21″1
7. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +22″8
8. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +24″6
9. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +27″7
10. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +34″6
11. Bruno Senna – Williams-Renault – +35″9
12. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +37″0
13. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – +1’15″8
14. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – +1’34″6
15. Charles Pic – Marussia-Cosworth – +1 giro
16. Felipe Massa – Ferrari – +1 giro
17. Pedro de la Rosa – HRT-Cosworth – +1 giro
18. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – +1 giro
19. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – +2 giri

Riccardo Cangini

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4 COMMENTS

  1. Grande Alonso e grandissimo Schummy a podio a 40anni suonati!!!!
    bello bello….non ci avrei mai scommesso…

  2. Sono contento per Alonso a casa sua e con la Spagna che ha pure eliminato la Francia, mi sa che dichiarano festa nazionale …. ma sopratutto per Shumi che va a podio.

  3. Direi un ottimo gran premio…bello come altri tempi. Soprattutto quello che succede quando la gente si sveglia la mattina e decide di fare il pilota

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