Questa formula 1, o Formula Pirelli,  visto che il merito dell’incertezza che regna di gara in gara è  dell’usura incostante e imprevedibile delle coperture italiane, sembra avere  la capacità di compensare da sola i propri errori e quelli dei protagonisti,  come una sorta di istinto di autoconservazione dello spettacolo. In Canada eravamo tutti a puntare il dito contro la pazzesca strategia Ferrari che ha fatto perdere la corsa ad Alonso.  Dopo 15 giorni in una sorta di legge di compensazione incredibile siamo qui a parlare di una delle vittorie più belle della storia della rossa ad opera proprio di Alonso appunto.

Nessuno dopo la qualifica di sabato, Presidente, tecnici, ne tanto meno lo spagnolo,  ipotizzava nemmeno un piazzamento a podio. Non pochi temevano che la partenza indietro nello schieramento,  inducesse i tencnici di Maranello all’ennesimo azzardo tattico nel tentativo di recuperare posizioni in griglia, vista l’impossibilità di operare sorpassi su questa pista a detta di tutti i piloti.

Invece siamo qui a raccontare di una squadra che ha adottato la tattica giusta fin dall’inizio,  imparando dai propri errori,  e che quando ha dovuto modificarla lo ha fatto marcando stretto l’avversario diretto invece che quello probabile per la vittoria, seguendo la logica, e il buon senso, ascoltando da soli le parole che loro stessi ripetono dall’inizio del mondiale. In un campionato così strano si deve sempre prendere punti non rischiare in modo assurdo.

Analizzando la gara di Alonso, molti hanno parlato di capolavoro tecnico e di guida ma anche di fortuna. Noi ci sentiamo di dire che la Fortuna in un’attività come l’automobilismo esiste ma quello che conta è stare sempre nel posto giusto per poterne approfittare. Per fare questo devi avere un pilota che non sbaglia una partenza,  superando almeno un paio di posti già alla prima curva. Un pilota che sa leggere la gare  lasciando andare via  addirittura Hulkemberg che per i primi giri sembrava averne  di più.

Devi avere un pilota che quando tutti mollano per le gomme lui cambia passo perchè le ha conservate.  Decide che per vincere deve fare il pilota fino in fondo, sorpassando i colleghi in pista. Così comincia una sequela si sorpassi da manuale del pilotaggio. Quando arriva alle spalle dei migliori,  è la squadra che sfrutta alla meglio un errore dell’avversario nel cambio gomme. Ultimo,  il guasto tecnico che non ti aspetti del leader apparso imprendibile fino a quel momento.  Ma per essere li ad approfittarne,  Fernando Alonso da Oviedo,  ha dovuto confezionare il capolavoro di sorpasso sul diretto concorrente Gordjean. Senza quello la fortuna non avrebbe aiutato lo spagnolo.

Alla fine una vittoria,  che come lo stesso Alonso ha tenuto a dire in conferenza stampa post gara,  è stata frutto di tutti i fattori che messi assieme fanno quanto di più bello esiste nella Formula 1. Con questa combinazione di fattori, neanche le gomme Pirelli hanno potuto nulla per negare uno spettacolo entusiasmante ai fortunati spettatori sugli spalti per non parlare degli spettatori davanti alla TV tifosi Ferrari in testa.

Daniele Amore