Forse si può ricominciare. Chiudere definitivamente una pagina molto cupa della propria carriera e mostrare ancora una volta al mondo intero le proprie qualità, esattamente come diversi anni fa quando si era addirittura in lizza per il titolo mondiale. Era il 2008 e Felipe Massa era riuscito a scavalcare Kimi Raikkonen nelle gerarchie del team, vincendo gare e lottando ad armi pari contro un certo Lewis Hamilton. Per diversi secondi il brasiliano è stato anche campione del mondo, proprio nel suo Brasile davanti al suo pubblico festante. Poi tutto si è concluso con un finale ancora amaro per lui, ma di certo nessuno sospettava la parabola discendente iniziata dopo quel terribili incidente in Ungheria nel 2009. Il ritorno in Ferrari con Fernando Alonso come (scomodo) compagno di squadra e prestazione sempre più lontane da quei giorni di gloria e sogni.

Un stagione e mezza lontano dal podio, voci critiche e taglienti con la carriera quasi destinata a fare un passo indietro, perdendo la mitica tuta rossa di Maranello a favore delle giovani leve del Ferrari Driver Academy. Poi però è arrivata la risposta, il colpo di reni in grado di riportare serenità e speranza nell’ambiente e mente di Felipe, perfettamente in grado di correre ai massimi livelli come dimostrato nello scorso Gp di Silverstone, terminato quarto a ridosso dei più forti. Anche il mercato piloti lo disegna a Maranello ancora per un altro anno e le convinzioni, pian piano, tornano a farsi sentire e dare cariche. Ci sta quindi lo sfogo, la confessione in grado di levare paure e dubbi più scuri.

In molti hanno attribuito la mancanza di risultati importanti all’incidente di Budapest nel 2009 con il durissimo impatto con la molla persa dalla monoposto di Rubens Barrichello, ma Felipe è  “Stanco di questa storia, non sono stupido. Ho fatto 45 mila esami e tutti i medici dicono che non ho nulla, anche se comunque non riesco a trovare un perché” Una mancanza di risposta che lo hanno portato addirittura dallo psicologo: “Le brutte gare hanno influito dal punto di vista psicologico. Sì, ho fatto terapia. Devo tentare tutto, perché credo che le cose cambieranno” Forse qualcosa si è mosso davvero ed ora la Ferrari è tornata a schierare due pilota in pista. Ma prima di tutto è tornato il sorriso, da difendere assolutamente anche nella prossima sfida in Germania.

Riccardo Cangini