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Come ormai tutti sanno il Gp della Germania si disputa in due diverse location ad anni alterni. Quest’anno, visto l’anno con numero pari, è il turno dell’Hockenheimring a metà strada tra Stoccarda e Francoforte. Un circuito che di ha mantenuto le sue origine praticmanete solo nel nome. I lavori per costruire un impianto stabile iniziarono nel 1938 che, al di là di mirate modifiche come l’introduzione di due chicane dopo l’incidente mortale di Jim Clark, sarebbe stato lo stesso per anni. Almeno sino al 2002, quando si decise di amputare il tracciato dei tratti lungo la foresta per ottenere un canonico circuito di poco meno di cinque chilometri di lunghezza. Avvenimento che ha di fatto hanno snaturato e completamente mutato l’aspetto di questo tracciato. Del velocissimo e storico tratto che attraversava la fitta “Foresta Nera” non è rimasto più niente, in quanto per la costruzione del nuovo line-out si dovette procedere ad un piccolo disboscamento, compensato con la demolizione del vecchio tragitto ove sono stati piantati nuovi alberi.

La storia del Gran Premio della Germania è incredibilmente ricca ed avvincente, partita addirittura nel 1926 sul velocissimo circuito berlinese dell’Avus con la vittoria, sotto un violento diluvio, di Rudolf Caracciola su Mercedes, ancora oggi il pilota il più vittorioso con ben 6 vittorie su 12 edizioni tra il 1926 e il 1939. Già nel 1927 il Gran Premio si trasferisce sul maestoso circuito del Nurburgring, ove macchine e piloti tedeschi dominano l’albo d’oro fino al secondo conflitto mondiale. Vi sono però alcune significative eccezioni come la storica vittoria di Tazio Nuvolari nel 1935 ottenuta con una gloriosa Alfa P3 in pesante debito di cavalli rispetto all’imponente schieramento degli squadroni tedeschi con ben cinque Mercedes e quattro Auto Union. Tazio costruì una incredibile rimonta nonostante la rottura della pompa di rifornimento del carburante durante il pit-stop. Rientrato sesto, riuscì a risalire al secondo posto nelle tornate finali, mettendo pressione alla Mercedes di von Brauchitsch che guidava la corsa. Proprio il pilota delle freccie d’argento perse un pneumatico all’ultimo giro, lasciando al mantovano e alla sulla Alfa l’onore di tagliare il traguardo per primi tra l’incredulità del pubblico di casa e delle autorità naziste.
La massima formula arriva nel 1951 ed è sempre al Ring che si scrivono pagine indelebili di storia, come la vittoria di Fangio nel 1957 (da molti considerata la sua vittoria più bella), l’incredibile prove di forza negli anni sessanta di Jim Clark e, tra la fine del decennio e l’inizio degli anni ’70, il dominio di Stewart capace di cogliere tre fantastici successi oltre alla inaspettata vittoria da costruttore nel 1999, grazie alla prima posizione di Herbert nel 1999.

Sempre qui in Germania si compie un passo importante verso la Formula uno moderna. Nel 1976 Lauda con la sua Ferrari impatta violentemente contro una roccia e la monoposto prende fuoco. L’austriaco si salva ma il suo volto sarà per sempre segnato dalle ustioni. Si decide quindi, in nome della sicurezza, di rinunciare all’inferno verde del Ring e, dal 1977 in poi ci si sposta ad Hockenheim.
I dominatori degli anni ’80 portano il nome di Piquet ed Ayrton Senna, mentre gli altri due assi Mansell e Prost vincono due volte ciascuno. Anche l’austriaco Berger vanta qui due trionfi, riportando la Ferrari alla vittoria nel 1994 dopo un digiuno di quattro anni, e nel 1997 con la sua decima e ultima vittoria in Formula 1, che sarà anche l’ultima per la Benetton prima che la scuderia venga rilevata dalla Renault.
Da ricordare anche il primo centro di Barrichello nel 2000, in una gara segnata dall’invasione di pista di un ex-dipendente che protestava per il suo licenziamento. Ultima vittoria nel vecchio tracciato a Ralf Schumacher sulla potente Williams-BMW. Si arriva quindi ai giorni nostri, con Michael Schumacher su Ferrari vincitore del nuovo corso ripetendosi anche nel 2004 e nel 2006. Saltato il 2007, il Gp tedesco torna nel 2008 e il clima diventa teso ed incandescente nel 2010 con Alonso vincitore grazie all’ordine di squadra della Ferrari ai danni di Felipe Massa, visibilmente furioso nelle celebrazioni del podio e post-gara.

Giunti all’edizione del 2012, non possiamo fare altro che affidarci ai pronostici. La Ferrari certamente vorrà puntare ancora una volta alla vittoria fiduciosa delle qualità della sua rinata monoposto oltre che di un Alonso intenzionato a conquistare il titolo mondiale. Contro una coppia Vettel-Webber estremamente veloce grazie anche ad una Red Bull tornata punto di riferimento del circus. Note più dolenti in casa Mclaren, confusa e scottata dopo la pessima figura messa in mostra nel proprio Gp di casa e l’attesa Mercedes, spinta dal pubblico tedesco ma ancora non in grado di puntare alle posizioni di vertice. Schumacher e Rosberg cercheranno di fare il possibile davanti alla sede operativa dalla casa madre, aggiungendo un altro capitolo di una stagione incerta e combattuta sino all’ultimo giro. O almeno così è stata sino ad ora. Per i più curiosi seguono qualche interessanti info riguardo il tracciato, mentre ancora più sotto i fondamentali orari TV per non perdersi neanche un minuto della decima prova stagionale.

INFO
Lunghezza del circuito: 4,574 km
Giri da percorrere: 67
Distanza totale: 306,458 km
Numero di curve: 17
Senso di marcia: orario
Mescole Pirelli: soffici/medie
Apertura farfalla: 64% della percorrenza

ORARI
Venerdì 20 Luglio
10:00-11:30 Prove Libere 1
14:00-15:30 Prove Libere 2
Sabato 21 Luglio
11:00-12:00 Prove Libere 3
14:00-15:00 Qualifiche – Rai Due/Rai HD
Domenica 22 Luglio
14:00 Gara – Rai Uno/Rai HD

Riccardo Cangini

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