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Ci sono momenti nella vita dove il destino ti concede una possibilità, un jolly da giocare. Momenti che difficilmente si cancelleranno, belli o brutti che siano e che verranno raccontati ai propri figli e nipoti, magari ridendoci su. Verstappen, Salo, Barrichello e Burti il loro jolly lo hanno giocato proprio ad Hockenheim, con gare che difficilmente scorderanno, nel bene o nel male.
Siamo nel 1994, annata funestata da terribili incidenti in pista cosi come ai box (Imola 1994) e che vide anche uno stravolgimento delle regole, a cominciare dalla reintroduzione dei rifornimenti in gara. Proprio durante il pit stop, la Benetton Ford di Jos Verstappen prende fuoco, a causa della fuoriuscita della benzina dal tubo di rifornimento che finì sulla monoposto rovente. Le immagini agghiaccianti mostrano la vettura avvolta dal fuoco, ma fortunatamente il pilota riesce ad uscire indenne, riportando solo qualche ustione alle mani e ovviamente tanta paura. La stessa sensazione che ricorderà di sicuro Luciano Burti, qualche anno più tardi. Siamo nel 2001 e il pilota della Prost tampona violentemente la vettura di Michael Schumacher, rimasta quasi ferma al via. La monoposto del brasiliano decolla in aria, cadde a terra centrando una Arrows e finisce la sua corsa contro le barriere di protezione ai lati della pista: vettura completamente distrutta, ma il pilota ne esce indenne e , anzi, corre ai box per salire sul muletto ed essere pronto al nuovo start.

Di altra natura, invece, i ricordi che conserveranno Salo e Barrichello: per loro, infatti, il tracciato tedesco è stato ricco di soddisfazioni. Nel 1999, il finlandese allora in forza alla Ferrari come sostituto del padrone di casa Michael Schumacher, arrivò secondo, dopo una gara magistrale cedendo solo al suo compagno di squadra Irvine che era in lotta per il mondiale. Si trattò del primo podio in carriera per Salo.

L’anno successivo è la volta di Barrichello, che sul tracciato tedesco raccoglie la prima vittoria in carriera dopo una gara rocambolesca. Partito 16°, il brasiliano inizia una rimonta furiosa e complice l’ingresso della Safety Car per un simpatico invasore di pista che voleva protestare contro il licenziamento dalla Mercedes, la gara neutralizzata, rimettendo in gara il brasiliano. Ma non è finita qui: a pochi giri dalla fine uno scroscio di pioggia irrompe nella parte guidata del circuito, rendendo le condizioni molto incerte, con mezza pista asciutta e mezza bagnata. Tutti si fermano per montare le gomme da pioggia, tranne Rubens che con coraggio e determinazione continua indisturbato, andando a vincere il suo primo Gran Premio in carriera. Felicità che esplode con un pianto liberatorio sul podio, sventolando una bandiera brasiliana, a ricordo e in onore dell’ultimo brasiliano vincitore, il grande Ayrton Senna

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1 COMMENT

  1. Alessio bellissimo articolo!!! certo che Barrichello in carriera se ne è giocati di jolly. pure lui a Imola nel 94 fu fortunatissimo.

    E che dire della vittoria ad hockenheim col protestatore in pista….soni gia passati cosi tanti anni??? divento vecchio…

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