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Breve, stretto e tortuoso, con ben poche possibilità di sorpasso, se non in un unico breve rettilineo. Cosi si può descrivere il tracciato magiaro, caratteristiche che lo rendono simile a Montecarlo, con la differenza di non correre tra marciapiedi e guardrail a pelo sulla pista ed enormi yacht ormeggiati nel porto. Da “tradizione” il tracciato ungherese ha sempre offerto gare poco emozionati eppure, anche quest’asfalto ha visto gare epiche, episodi che difficilmente saranno dimenticati dai vari appassionati.

Siamo nel 1986, anno che segna il ritorno delle F1 in terra ungherese e il tracciato vede la sfida tra due connazionali: Piquet e Senna. Senna scatta in testa e Piquet lo raggiunge al 30° giro: la sequenza del sorpasso è spettacolare, da cineteca. Piquet alla fine del rettilineo d’arrivo si butta all’interno, manvora lecita ed attesa, ma il pilota della Williams Honda arriva lungo con Senna che riprende il comando della gara. Al giro successivo Nelson Piquet ci riprova, ma lo fa nella maniera più impensabile, più assurda, più rischiosa, più pazza: tenta il sorpasso all’esterno. Come se guidasse un kart, Piquet arriva alla stessa curva e stringe verso la corda, con la vettura che parte in un violento sovrasterzo magistralmente corretto dal brasiliano della Williams. Incredibile ma vero, Piquet si ritrova davanti a Senna senza un graffio, agguantando la prima posizione che manterrà sino alla fine.

Prima dicevamo che la pista offre poche possibilità di sorpasso: beh, c’è un pilota che ha sconfitto questa regola andando a vincere partendo dalla 12° piazza. Lui è Nigel Mansell e siamo nel 1989, anno in cui la Ferrari presentò il cambio al volante, mandando in pensione la vecchia leva manuale ed aprendo una nuova era tecnologica. Già dallo start Mansell iniziò una rimonta furiosa : Caffi, Boutsen, Berger, Alesi, Warwick… uno ad uno furono costretti a cedere strada al furioso Leone inglese che si portò in terza posizione dopo aver “mangiato” anche Prost. 

Giro su giro si accodò al duo di testa formato da Senna e Patrese. Il padovano fu costretto a rallentare al 53° passaggio e poi fermarsi per una noia al radiatore mentre 5 giri più tardi la rimonta del Leone finì: approfittando del doppiaggio di Johansson, Mansell supera Senna portandosi al comando e restandoci fino alla fine regalando alla Ferrari un successo insperato e soprattutto il primo successo di una vettura con cambio al volante, novità tecnica di assoluto rilievo che cambierà per sempre la F1 degli anni ’90.

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4 COMMENTS

  1. Cavolo non c’è un video del sorpasso all’esterno??? Robe da pazzi!!!

    Grande Mansell….un pazzo compeltamente fuori controllo

  2. Che meraviglia!! Un sorpasso all’esterno, in derapata!! La prima volta che vedo in Formula 1 un sorpasso in derapata,che roba ragazzi. Altra F1 quella…

  3. E si qualcuno può capire il motivo per il quale a volte ad alcune imprese che tutti danno 10 dieci dei piloti moderni il sottoscritto al massimo si limita a 5!….Qualcuno oggi ha detto che alla seconda curva nel traffico della partenza ha fatto un capolavoro!…e quello di Piquet due volte su Senna che cos’è?
    E Mansell che viene criticato perche ha fatto una qualifica bruttissima per dire don’t worry….I will win!…passando tutti senna compreso!

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