Sull’Hungaroring non si sorpassa. E’ certamente stata questo l’imperativo che ha deciso l’aspetto di questa gara, nonostante gli immensi sforzi di piloti e squadre. Il tracciato con le sue continue curve e brevi rettilinei non permette alle monoposto moderne di sfruttare al pieno la loro velocità, restando mestamente dietro gli specchietti anche se quello davanti ha un ritmo decisamente più alto. Questo fatto non deve sminuire la prestazione di Lewis Hamilton, quasi obbligato a vincere per poter ancora sperare del titolo iridato e bravissimo a non perdere l’appuntamento con il suo 19esimo centro in carriera. La pole position, un ottima partenza ed una condotta da manuale hanno permesso al talento inglese di riassaporare il gradino più alto del podio dopo un periodo non certo positivo, non riuscendo però a dominare come auspicato dopo le qualifiche di ieri. A impedire una fuga solitaria da parte della Mclaren numero quattro ci ha pensato la Lotus, prima con Romain Grosjean e nel finale con un fantastico Kimi Raikkonen, partito sesto e transitato sulla bandiera a scacchi secondi a un secondo dal vincitore.  Un eccellente recupero da parte del finlandese, capace di un ritmo gara eccellente con la sua ormai famosa efficacia alla guida.

Peccato dunque per l’infelice posizioni in griglia, visto che se fosse partito più avanti a quest’ora, forse, staremmo parlando del primo centro del Lotus F1 Team e di Kimi alla sua seconda esperienza nel mondo della F1. Comunque la E20 si dimostra una eccellente monoposto ed il terzo posto del francese Grosjean ne è la più netta prova. Addirittura il giovane talento pareva riuscire a tenere il ritmo da qualifica imposta da Lewis nei primissimi giri della gara, salvo poi cedere preziosi decimi man mano che il tempo passava e le gomme cominciavano ad accusare il degrado. Parallelamente invece il compagno di squadra finlandese è sempre più cresciuto, sino al deciso sorpasso avvenuto all’uscito dell’ultimo pit-stop, con “Iceman” poco propenso a lasciare spazio e strada al suo vicino di box. In quel momento la seconda guida del team di Enstone ha capito che la vittoria era ormai impossibile, preferendo portare a casa punti importanti per la squadra, tornata al terzo posto della classifica Costruttori ai danni della Ferrari.

Sconfitta ma non resa la Red Bull. Arrivata come la favorita, già dal venerdì si era capito che questa volta era impossibile ripetere il dominio delle scorse edizioni. E’ toccato quindi battagliare con le altre squadre, tentando anche mosse azzardate come un cambio gomme nel finale a Sebastian Vettel, tutto per tentare un disperato recupero non riuscito solo per una manciata di giri. Il campione del mondo in carica chiude quarto, davanti ad un Fernando Alonso capace di incrementare il suo vantaggio di punti anche in una giornata tutta in salita per la Ferrari. Lo spagnolo chiude quinto ma porta i punti di margine a 40, approfittando di un Mark Webber ottavo e tutt’altro che irresistibile. Resta però il fatto che in Ungheria la F2012 ha faticato troppo, negando le primissime posizione al team del cavallino comunque bravo a gestire la situazione e portare a casa il massimo risultato possibile. Ora con l’arrivo di due piste veloci come Spa e Monza (dopo la pausa estiva) ci si aspetta una rossa almeno ai livelli dei primi tre.

Invischiato nel traffico Jenson Button sulla seconda McLaren. una gara tutto sommato buona è stata rovinata dietro ad un coriaceo Bruno Senna. L’iridato del 2009 non è ai riuscito a sorpassare il brasiliano della Williams, negandosi un podio più che a suo tiro considerando la ritrovata froma della MP4-27. Il nipote dell’indimenticato Ayrton ritrova il sorriso, portando a casa altri punti iridati mentre il collega Pastor Maldonado sprofonda in 13esima piazza dopo un (incomprensibile) drive through. Punti per un Felipe Massa poco incisivo esattamente come la sua vettura, nono davanti a Nico Rosberg. Il biondo tedesco non ha potuto fare di più considerando una Mercedes in totale crisi tecnica. Ancora più amaro il conto per Michael Schumacher, costretto a partire dalla pit-lane dopo un problema nella procedura di start, penalizzato dai commissari per una velocità eccessiva nella corsia dei box ed infine ritirato. Ora il circus si prende un mese di vacanza prima di ritornare in pista. Una lunga pausa per ricaricare batteria e spirito. Segue classifica finale.

1. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – 69 giri
2. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +1″0
3. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +10″5
4. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – +11″6
5. Fernando Alonso – Ferrari – +26″6
6. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +30″2
7. Bruno Senna – Williams-Renault – +33″8
8. Mark Webber – Red Bull-Renault – +34″4
9. Felipe Massa – Ferrari – +38″3
10. Nico Rosberg – Mercedes – +51″2
11. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – +57″2
12. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +1’02″8
13. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +1’03″6
14. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +1’04″4
15. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +1 giro
16. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +1 giro
17. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – +1 giro
18. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari – +2 giri
19. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – +2 giri
20. Charles Pic – Marussia-Cosworth – +2 giri
21. Timo Glock – Marussia-Cosworth – +3 giri
22. Pedro de la Rosa – HRT-Cosworth – +3 giri

Riccardo Cangini