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Ufficialmente la Red Bull è rimasta sempre in silenzio nonostante le diverse controversie tecniche che hanno movimentato l’intera F1. Dal Gp di Montecarlo in poi le due monoposto firmate Adrian Newey sono state costantemente sotto la lente di ingrandimento della FIA, alla ricerca di soluzioni al limite del regolamento e particolari stratagemmi come il caso delle particolari mappature del motore in Germania o le presunte modifiche di assetto avvenuto durante l’appuntamento del Canada, in un periodo ove è vietata qualsiasi modifica in parco chiuso. In silenzio dunque, quando in realtà i campione del mondo volevano protestare e difendersi dalle accuse. Tocca quindi ad Helmut Marko smuovere le acque, puntando ancora una volta il dito verso Federazione ed altri team colpevoli di intralciare troppo spesso i piani della struttura austriaca: “Noi siamo solo molto creativi. Viviamo all’interno dei regolamenti, ma ovviamente cerchiamo sempre delle soluzioni per farli girare a nostro favore. Per questo quando ci vedono fare qualcosa di nuovo, o lo copiano o cercano di farcelo vietare” ha detto in un’intervista concessa a RTL.

Nessun pelo sulla lingua, con tanto di particolare spiegazione riguardo tutti questi ultimi provvedimenti ed attenzioni a loro sfavore: “La gelosia e l’invidia a cui siamo sottoposti nel paddock sono dovute alle tante vittorie ottenute negli ultimi due anni, ma anche al fatto che siamo una squadra ancora emergente. Credo che sia stato questo ad alimentare questo risentimento e questi tentativi di disturbo” Una realtà quella della Red Bull che fa scomodo dunque. E in risposta alle critiche riguardanti un sistema montato sulle vetture in grado di regolare l’altezza da terra Marko ha prontamente negato aggiungendo: “Sappiamo che Ferrari ha utilizzato qualcosa di simile per un anno”. Ovviamente da Maranello arriva la pronta smentita, ma anche questa è la riprova che nel paddock più seguito dell’automobilismo il clima non è certo di quelli stesi e sereni. Probabilmente non è finita qui e già a Spa la Red Bull proverà a far ancora parlare di sé, cercando zone grigie di un regolamento tecnico che scontenta tutti. Qualche settimana e la battaglia, in pista e non solo, ricomincerà.

Riccardo Cangini

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