Fa ancora rumore l’abbandono di due Top Team del calibro di Ferrari e Red Bull, ma la FOTA ha comunque continuato ad esistere sorreggendosi grazie allo sforzo delle squadra rimaste. Il progetto di una organizzazione fondata e controllata dalle stesse scuderie del circus doveva e poteva essere uno strumento per amplificare voce e ragioni, impedendo così a Ecclestone e FIA di prendere le decisione più importanti in totale autonomia. Poi i vari dissidi e veleni ne hanno indebolito la forza ed ora bisogna aggiungere la decisione di Martin Whitmarsh, ormai pronto a lasciare la presidenza dopo tre anni di mandato. In fondo la sua carica è continuata ben oltre le aspettative, con la classica rotazione di 12 mesi fermatasi al 2009 quando prese il posto di Luca Cordero di Montezemolo. Da lì in poi il Team Principal della Mclaren si è preso tutte le diverse responsabilità, sino alla decisione di ritirare il proprio nom e di “…non offrirmi volontario. Sono quasi tre anni che occupo questa carica e penso che sarebbe meglio lasciare questa carica a qualcun’altro. Penso che sia giusto che siano le squadre a decidere” ha detto l’inglese ad Autosport.

Comunque la sua attenzione verso le vicende della massima formula non diminuirà di certo: “Tanto io mi preoccupo in ogni caso della Formula 1, qualunque sia il mio ruolo. Anche perchè credo che la McLaren si sia sempre dimostrata un ottimo “cittadino” per questo mondo” ha aggiunto, confermando l’impegno futuro di questa associazione dei team: “In tutte le situazioni la FOTA ha cercato di creare rapporti stabili, cercando di capire i problemi di tutti le parti in causa. Qualsiasi cosa succeda, continueremo a lavorare in quest’ottica.” E al posto suo chi arriverà? Si parla di Ross Brawn della Mercedes e di Eric Boullier della Lotus. Nomi entrambi promossi dal presidente uscente: “Darò il mio supporto ad entrambi questi candidati“. Senza più l’influenza della Ferrari si è però fatto tutto difficile. Forse troppo.

Riccardo Cangini