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Negli ultimi due anni la Formula uno ha cambiato il suo aspetto. Da categoria con forze e risultati praticamente già decisi ancora prima della gara a uno spettacolo più aperto ed in grado di riservare sorprese, pur mantenendo gli immancabili favoriti. I cambi regolamentari ma soprattutto l’arrivo delle gomme Pirelli hanno aumentato il “fattore causalità”, condizione che a quanto pare non soddisfa per nulla Ross Brawn: “Per il bene della Formula 1 dobbiamo fare in modo che il fattore casuale non abbia troppo impatto. Quest’anno abbiamo avuto parecchi fattori casuali che hanno reso le gare piuttosto eccitanti, ma credo che questa eccitazione alla lunga svanirà se la casualità continuerà a fare da padrona” ha detto ad Autosport. Il Team-Principal della Mercedes auspica quindi ad un passo indietro, quando era praticamente impossibile assistere a singoli exploit: “Non possiamo permettere che diventi così, senza capire almeno in minima parte chi andrà a vincere. Oppure lavorando duramente per sviluppare una vettura, che poi magari non si adatta alle condizioni del weekend e non riesce ad essere competitiva. Questo non è quello che vogliamo

Comunque le squadre del circus più seguito dell’autosport stanno prendendo man mano le misure, scoprendo tutti i segreti dei particolari pneumatici italiani: “La situazione sta piano piano migliorando, anche se ogni tanto capitano ancora delle cose strane: per esempio un weekend può capitare di vedere Webber dominare e quello dopo poi lo ritrovi ad arrancare, magari con Vettel davanti. Situazioni che sono difficili da comprendere” Si tenta quindi di ritornare ad una condizione più stabile e di facile interpretazione: “Io credo che debbano esserci uno o al massimo due team di riferimento, che possano fare anche da stimolo a tutti gli altri, che devono lavorare per provare a batterli. In caso contrario diventa tutto troppo casuale e in ogni gara ti puoi ritrovare una sorpresa. Vogliamo vedere i primi due del Mondiale che lottano sempre al vertice, non al centro del gruppo perchè la loro monoposto non riesce a far funzionare le gomme su una certa pista”  Ancora una volta l’imprevisto viene visto come nemico in un mondo ove tutto è calcolato la centesimo di secondo. Ma forse si potrà mai davvero avere tutto sotto controllo, neppure in Formula uno.

Riccardo Cangini

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