Dopo la 24h di Le Mans,  la Toyota effermò chiaramente che dopo il risultato incoraggiante della classica francese, avrebbe provveduto a viluppare la sua TS030 per essere competitiva al livello dell’Audi,  già in questa stagione del neonato campionato del mondo endurance. Alla 6 ore di Silverstone,  infatti,  la Toyota si è presentata con la zona posteriore della sua vettura profondamente modificata. Subito ha suscitato l’attenzione degli addetti ai lavori sia progettisti che la stampa.

Infatti qualcuno ha ipotizzato che l’elettone posteriore sagomato e dimensionato per regolamento,  sia stato allargato ben oltre il consentito,  comprendo tutta la larghezza della vettura,  cosa espressamente vietata dal regolamento. Interpellato il capo progettista della TS030 Pascal Vasselon su questa soluzione ha dichiarato  “E ‘semplice, non si tratta di  un alettone posteriore. L’ala posteriore è a termine di regolamento, quello che si vede sul lato è solo il passaruota.  Da quest’anno dobbiamo avere aperture sulle ruote, per questo abbiamo progettato un passaruota che si estende al posteriore fino a lambire l’alettone, se si guardano i fori e le alette sembra un alettone a tutti gli effetti ma non lo è, si tratta solo di uno sfogo come da regolamento.  In questa norma nulla ci impedisce di aggiungere una seconda piastra terminale. “

In effetti la Toyota ha semplicemente sfruttato l’ennesimo bag regolamentare,  che intendeva evitare che l’aria che si ammassa nei passaruota possa creare delle pressioni che portano al decollo della vettura in certe condizioni. Il loro sistema di eliminazione di tali flussi nocivi, è indirizzato ad aiutare l’ala posteriore, il tutto secondo le attuali norme regolamentari. Ovviamente ci si aspettava una vibrante protesta in casa Audi. Alla domanda fatta al progettista Ralf Juttner della casa degli anelli ha risposto“Sì, è un’interpretazione molto intelligente. Hanno trovato un buco  nel regolamento e lo hanno ottimamente sfruttato, il che va bene. Questo è quello che dovevano fare, e noi facciamo lo stesso. ” 

Ora non sappiamo,  se nelle dichiarazioni del tecnico Audi ci fosse veramente del fair play, se è stata un abile mossa pubblicitaria orchestrata ad hoc, oppure semplicemente perchè in Audi hanno già pronta la stessa soluzione se non qualcosa di ancora più innovativo. Fatto sta che dal neonato Wec giunge  una immagine di un campionato sereno e incentrato sull’agonismo e il fair play. Una piccola lezione a chi invece nella massima formula sta sempre con lo sguardo rivolto alla concorrenza non per apprezzarne la fantasia progettuale e trarne ispirazione ma sempre pronto con  il dito puntato!