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Già nell’anno del suo debutto a Suzuka riuscì a conquistare la pole position, un eccellente risultato che non ha mai più mollato neanche in questo combattuto 2012. Sotto il sole d’oriente la Red Bull ritrova velocità ed equilibrio aerodinamico, consentendo al proprio pilota di punta Sebastian Vettel di incutere pure timore agli avversari siglando un primo corno sotto il muro del minuto e 31, due decimi meglio del vicino di box Mark Webber. E’ doppietta per la squadra capitanata da Horner e Newey, perfetto specchio del grande balzo in avanti fatto rispetto a Singapore con i nuovi componenti che hanno dato i risultati sperati. La RB8 traccia linee precise nelle veloci curve giapponesi, dando gioie a tutti gli uomini griffati dal toro. Peccato per quella sbavatura di Mark proprio nel suo giro veloce, forse davvero l’unico in grado di impensierire il giovane campione tedesco, più che mai determinato a colmare il gap di ventinove punti che lo separano dalla vetta del mondiale.

Per tutti gli altri invece vi sono fatiche e penalità. Tantissime tra errori e sostituzioni tecniche proibite. Già il terzo classificato, Jenson Button, domani dovrà posizionare sulla casella numero otto della griglia di partenza a causa del nuovo cambio, montato dai tecnici McLaren in settimana per evitare il ripetersi del problema che ha messo K.O Hamilton a Singapore. Questa volta però puntare alla vittoria sarà decisamente più difficile, considerando anche il deludente nono tempo di Lewis, penalizzato dall’esposizione della bandiera gialla causa testacoda di Raikkonen. Il regolamento vuole che, in caso di pericolo in pista, tutti i piloti alzino il piede dall’acceleratore indipendentemente dalla situazione e momento. Il futuro pilota Mercedes è stato così costretto ad abortire il suo giro veloce, replicando l’analogo destino di Fernando Alonso e chiudendo il sabato ben al di sotto delle aspettative.

Eppure lo spagnolo della Ferrari continua a tenere i nervi saldi e sperare in una domenica positiva. Grande sforzo visto il pantano tecnico in cui al Ferrari, pian piano, pare sprofondare. Esattamente come quindici giorni fa la rossa non ha le armi necessarie per giocarsela con i migliori, dovendo nuovamente giocare in difesa sperando nelle sfortune altrui. Alonso è settimo, nonostante tutto davanti al duo McLarenm ma il rivale più diretto Vettel lo si vede solo con il binocolo. Eccessivo gap tra i due sfidanti considerando anche i 6 Gp che mancano alla fine. Se si continua così si rischia terribilmente grosso. Peccato per Felipe Massa, più volte il miglior ferrarista in classifica salvo poi montare delle gomme morbide nuove e ritrovarsi, inspiegabilmente, senza grip. Per lui undicesimo tempo ed un’altra domenica da affrontare in rimonta.

Resta però il grande punto interrogativo delle penalità. Se Hamilton e Alonso hanno certamente rallentato in regime di bandiere gialle causa la piroetta sull’asfalto di Raikkonen, molti dubbi sorgono guardano i giri veloci delle “nuove leve” Grosjean, Kobayashi e Perez. I tre infatti si sono migliorati quando, teoricamente, bisognava rallentare e dunque il rischio retrocessione per volere FIA è molto grande. Bisogna aspettare la consueta riunione dei commissari prima di sapere il verdetto definitivo, ma per ora teniamo buona la classifica tempi del sabato, con l’idolo di casa Kamui addirittura quarto a precedere Romain e il messicano Sergio. Peccato per Kimi auto-eliminatosi a metà Q3 e non oltre l’ottava piazza. Si chiude con un Schumacher nel ruolo di prima freccia d’argento, più veloce di Nico Rosberg 15° totalmente in balia del comportamento rissoso della Mercedes. Peccato che il sette volte campione del mondo dovrà scontare ben dieci posizioni causa il tamponamento di Vergne nella notte di Marina Bay, presentandosi domani in fondo allo schieramento affiancato da Senna. Una bella anteprima in vista di una domenica (mattina) incandescente. Seguono i tempi delle prove ufficiali.

1. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 1’30″839
2. Mark Webber – Red Bull-Renault – 1’31″090
3. Jenson Button – McLaren-Mercedes – 1’31″290*
4. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari – 1’31″700
5. Romain Grosjean – Lotus-Renault – 1’31″898
6. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – 1’32″022
7. Fernando Alonso – Ferrari – 1’32″114
8. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – 1’32″208
9. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – 1’32″327
10. Nico Hùlkenberg – Force India-Mercedes – 1’32″327*
11. Felipe Massa – Ferrari – 1’32″293
12. Paul di Resta – Force India-Mercedes – 1’32″327
13. Michael Schumacher – Mercedes – 1’32″469**
14. Pastor Maldonado – Williams-Renault – 1’32″512
15. Nico Rosberg – Mercedes – 1’32″625
16. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – 1’32″954
17. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – 1’33″368
18. Bruno Senna – Williams-Renault – 1’33″405
19. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – 1’34″657
20. Timo Glock – Marussia-Cosworth – 1’35″213
21. Pedro de la Rosa – HRT-Cosworth – 1’35″385
22. Chales Pic – Marussia-Cosworth – 1’35″429
23. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – 1’35″432
24. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – 1’36″734

* Perde 5 posizioni in griglia
** Perde 10 posizioni in griglia

Riccardo Cangini

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