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C’è un rapporto speciale tra Suzuka e Vettel. E’ qui che il tedesco confermò tutto il suo talento nel 2009, sempre qui rilanciò le sue sorti iridate nel 2010 ed addirittura vinse il suo secondo titolo appena un anno dopo. Dolci capitoli che non trovano fine in questa edizione, anzi si continua grazie ad un netto dominio per tutti i 53 previsti della gara ed un clamoroso ritiro da parte del suo diretto ostacolo alla conferma del titolo. Il campione del mondo in carica torna l’indomabile freccia blu, involandosi verso una vittoria che si è fatta subito importantissima, un’occasione troppo ghiotta che doveva essere sfruttata. E Vettel lo ha fatto in pieno, sfruttando al massimo possibile le qualità velocistiche di una Red Bull tornata squadra di riferimento in termini prestazione. Adrian Newey ancora una volta azzecca gli sviluppi aerodinamici, base fondamentale in vista di un finale di stagione che si preannuncia incandescente. Il primo capitolo è tutto sotto il segno del marchio del Toro, con Sebastian poleman, netto dominatore e persino autore del giro veloce. Un week-end completamente perfetto.

A dare vagonate di gioia al team di Milton Keynes ci ha pensato Fernando Alonso, ieri arrabbiato e quasi stanco di dover costruire un’altra gara tutta in recupero. Il sabato la Ferrari ha sofferto, non andando oltre il settimo tempo (tramutatosi nel sesto posto in griglia). Vi erano però delle speranze considerando il passo gara, ma lo spagnolo non potrà mai sapere la competitività della rossa visto il suo ritiro addirittura a metà della prima curva. La F2012 numero 5 parte bene e decide di sfruttare una traiettoria tutta sulla sinistra. Peccato che in quello spazio c’è, leggermente più indietro, anche Kimi Raikkonen. Nessuno dei due iridati molla il piede dall’acceleratore ed arriva un lieve, ma “letale”, contatto. L’ala anteriore della Lotus taglia la posteriore destra della rossa che si intraversa subito in un pericoloso testacoda. Il gruppo sfila ed Alonso deve mestamente uscire dell’abitacolo e ritirarsi. Un vero peccato non solo per tutto il sudato vantaggio iridato perso in poche ore, ma anche per un quasi certo podio sfumato vista la prestazione mostrata in pista dal compagno di squadra Massa. Il brasiliano, nel giorno più difficile di Maranello, interrompe il suo digiuno di ben due anni salendo al secondo posto dopo una gara finalmente vissuta con i migliori.

Una partenza convincente (e fortunata) ma sopratutto un primo pit-stop eccellente dal punto di vista strategico, sfruttando al meglio i pneumatici morbidi ed un ottimo passo gara che lo ha portato proprio dietro alla monoposto di Sebastian. Successivamente Massa non è praticamente mai riuscito a tenere il passo del leader, eppure è bastato per tenersi dietro entrambe le McLaren ed un Kobayashi letteralmente spinto e sostenuto dall’intero autodromo giapponese. Una Sauber ancora una volta tra le vetture più equilibrate, in certi momenti scoppiettante tra le mani di Perez partito in gran carriera ed autore di decisi sorpassi. Ma chi troppo vuole nulla stringe e nel tentativo di un spettacolare sorpasso all’esterno il messicano si scompone e parcheggia sulla sabbia, dicendo addio a altri utili punti mondiali. Button e, sopratutto, Hamilton arrivano al traguardo non del tutto soddisfatti. Il primo si vede sfilare un podio dalla piccola scuderia elvetica mentre Lewis patisce praticamente ad ogni giro quel set-up così espressamente voluto nella Fp3, finendo quinto davanti ad un poco incisivo Raikkonen ed un ottimale Nico Hùlkenberg. Sfortunato Mark Webber, centrato da Romain Grosjean nei primi momenti e finito nelle ultimissimi posizioni. Per l’australiano un poco consolatorio nono posto, mentre il giovane francese si ritira nell’ultimo quarto di gara dopo l’ennesima penalità inflitta dai commissari. Per una sola posizione Schumacher manca la zona punti, un peccato vista la scomoda 23esima casella in griglia di partenza. Poco tempo per poter smaltire le emozioni giapponesi visto che il prossimo appuntamento in Corea dista appena sette giorni. Segue la classifica finale.

1. Vettel (Red Bull-Renault), 53 giri in 1h28'56"242
2. Massa (Ferrari) a 20"639
3. Kobayashi (Sauber-Ferrari) a 24"538
4. Button (McLaren-Mercedes) a 25"098
5. Hamilton (McLaren-Mercedes) a 46"490
6. Raikkonen (Lotus-Renault) a 50"424
7. Hulkenberg (Force India-Mercedes) a 51"159
8. Maldonado (Williams-Renault) a 52"364
9. Webber (Red Bull-Renault) a 54"675
10. Ricciardo (Toro Rosso-Ferrari) a 1'06"919
11. Schumacher (Mercedes) a 1'07"769
12. Di Resta (Force India-Mercedes) a 1'23"400
13. Vergne (Toro Rosso-Ferrari) a 1'28"600
14. Senna (Williams-Renault) a 1'28"700
15. Grosjean (Lotus-Renault) a 1 giro
16. Kovalainen (Caterham-Renault) a 1 giro
17. Glock (Marussia-Cosworth) a 1 giro
18. Petrov (Caterham-Renault) a 1 giro
19. De la Rosa (HRT-Cosworth) a 1 giro
Riccardo Cangini
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4 COMMENTS

  1. Visto come è finita per Massa , Alonso poteva almeno fare secondo ed avrebbe mantenuto un buon distacco adesso si fa tutto molto difficile.

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