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La Redbull si è presentata su una delle piste più impegnative del campionato di formula 1 con un pacchetto di soluzioni aerodinamiche che sono apparse come  il completamento di una progressione che la condotta ad una superiorità che l’ha portata ai livelli che si vedevano nelle gare della stagione 2011. Ad essere sinceri abbiamo visto più di una volta nel 2012 il genio Adrian Newey prendere spunto dai colleghi come successo con gli scarichi presi dalla Mclaren, , il sistema di scarico cieco che migliora la coppia preso dalla Ferrari e ultimo, il sistema di stallo dell’ala preso pari pari dalle Mercedes.

Nella foto1 mostriamo come Newey sappia prendere ciò che di buono fanno gli altri e svilupparne le potenzialità. Ultimo esempio è una gobba nella parte inferiore del muso che per la prima volta è stata  usata dalla Williams nella gara di Singapore. In effetti l’idea è quella di otturare parzialmente il passaggio dell’aria nella parte sottostante del muso per spingerla verso il basso dove si trova il l’inizio del fondo piatto allo scopo di far arrivare una quantità maggiore di aria più pulita alla zona posteriore.

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A dire la verità non ci avevamo dato molto peso, avevamo sottovalutato l’importanza di tale dettaglio. Invece,  il geniale tecnico della Redbull,  ha subito capito le potenzialità trasferendo tale modifica anche alla RB8. Lo scopo della Williams Foto 2 qui è stato migliorato. Da quello che si è capito quella gobetta non solo invita il flusso aria ad andare dove i desideri del progettista vogliono, ma anche quello di creare una differenza di velocità tra i due flussi di aria  sotto e sovrastante, con un deciso miglioramento della penetrazione aerodinamica del muso che consente di avere più velocità a parità di ala con un inserimento in curva migliorato.

Ancora,  siamo in grado di mostrare ai nostri lettori il reale foro che consente alla RB8 di stallare l’ala posteriore. Il foro di entrata del flusso aria che stalla l’ala si trova sul profilo inferiore dell’alettone posteriore. Attraverso questa fessura come spiegammo già all’epoca dell’articolo sul sistema Mercedes consente attraversando l’interno della paratia laterale e fuoriuscendo dalla parte superiore una volta aperto il DRS soprattutto in qualifica, provoca lo stallo del flusso aria sull’ala principale per aumentare la velocità di punta.  Cosa ancora più curiosa è il fatto che la  fessura nella parte sottostante alimenti un secondo sistema di stallo sull’ala bassa come intenderebbe utilizzare invece la Lotus come mostrato nel disegno in alto. In ogni modo dopo ben 14 gare uno sviluppo incessante la RB8 è diventata un insieme delle più eccezionali soluzioni tecniche che sono caratteristica di ogni singola vettura di formula 1 del campionato 2012.

Non soltanto una dimostrazione di forza, e di testardaggine progettuale, ma soprattutto di umiltà nel capire che non sempre si può innovare ma che a volta serve capire,  usare il pionierismo di altri per portare l’asticella più in alto sfruttando chi ha fatto da apripista su una determinata soluzione. Una lezione che sembra dalle parti di Maranello facciano veramente fatica a metabolizzare.

Daniele Amore

5 COMMENTS

  1. Grande Shadow. Bell’articolo. Alla Red Bull sono dei geni, introducono sempre qualcosa di nuovo,insomma hanno delle idee, cosa che manca alla Ferrari. Mi sa che la Red Bull ha testato un sacco di cose durante la stagione e ora, nel momento cruciale, ha messo tutto insieme e sta andando forte. Però magari la prossima gara mi smentirà… 😀

  2. C’è una sola cosa che ti può smentire e la capacità che hanno queste vetture di adattarsi al tipo di gomme in base al tipo di pista. Una sola cosa ha capito Newey in tanti gp…chi vince è la macchina che mette le gomme in condizioni di rendere nel più ampio range di utilizzo possibile. Korea è un tracciato atipico, grandi rettlinei, curve strette di trazione ma soprattutto polvere e sabbia avolontà….questo tende a scaldare troppo le gomme e paradossalmente chi non le usura come Lotus potrebbe trarne vantaggio…ma la RB8 ha ormai il pregio di non andare male da nessuna parte forse non sarà imbattibile dovunque ma non è una pippa dove non va!…detto questo se avessero avuto lo stesso approccio a Maranello oggi avrebbero per lo meno copiato il retrotreno Sauber che monta lo stesso motore della F2012…avrebbero un arma in più, forse due addirittura!

  3. Il fatto è che la Ferrari si è affidata troppo alle capacità di trarre il massimo dalle gare di Alonso, trascurando il fatto che Massa facesse schifo con la stessa macchina. Il potenziale della Ferrari credo che sia in mezzo ai risultati di Alonso (primo perchè è furbo ed è un gran pilota) e di Massa (sempre tra gli ultimi ma un brocco non è). Io sono deluso dalla McLaren e da Hamilton. La macchina c’è, ma troppe rotture e Lewis troppi errori, sennò oggi stava lui al primo posto

  4. Sarà un concetto errato ma il mio pensiero è che la reale competitività di una macchina di formula 1 è quella espressa dal pilta che va più piano. Non per il valore del giro assoluto, ma perche una vettura da competizione è composta da più componenti, telaio, motore, set up sospensioni, bilanciamento, capacità di andare facile al limite e di essere controllata in quella fatitiga zona, dare fiducia al pilota, essere gestita bene dalla squadra. E quindi quella di Massa è la reale potenzialità della rossa. Sul concetto che la ferrari si è basata su Alonso ma più ancora sulla capacità degli avversari di darsi le mazzate sulle balle e regalargli un vantaggio non consono per questa vettura ci troviamo e siamo daccordo. E proprio questo che rende i 4 punti di vantaggio di Alonso niente!

  5. Shadow,sono d’accordo. Ma pare che questo non si applichi per le moto. Vedi la Ducati. Quando Stoner ci primeggiava la moto aveva un potenziale molto alto, non contava nulla se gli altri, ufficiali o privati stavano dal 10 posto in giù. Adesso che la guida (male) Rossi, il potenziale è più o meno sempre quello, ma è il pilota che non la sa mandare (peraltro vero, se confrontato col suo predecessore. Le seconde, terse e quarte file seno sempre li indietro a parte qualche exploit in prova,ma la colpa è dei piloti. Poi se vai a vedere le giapponesi a volte capitano 4 Yamaha nei primi 5 posti, a volte 3 Honda …. scusa l’incursione dueoruotistica ma parlavi in linea di principio e la questione mi sembrava pertinente.

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